Basta con la crisi: è l’ora della ripresa

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Foto di otogeo

Gli analisti in tutto il mondo si interrogano sui tempi della ripresa. La recessione sta decelerando? Siamo vicini alla risalita? Le risposte non sono omogenee e soprattutto sono molto volatili. I governi si pongono le stesse domande. Ma a differenza degli analisti i governi sono chiamati ad influire su queste previsioni e quindi a dare risposte condizionate, cioè in parte dipendenti dalle politiche messe in atto. In parte, perché l’effettiva capacità dei governi di influire sulla crescita economica è scarsa, soprattutto per quella di lungo periodo. E’ maggiore la capacità di influenzare la congiuntura, soprattutto se essa è di tipo asimmetrico, se cioè colpisce un singolo paese o un’area del mondo. Ma è limitata se la recessione è globale, come nel caso che stiamo vivendo, e se, come è il caso dell’Italia, il paese è una piccola economia aperta fortemente integrata nei mercati internazionali. Non si tratta di una premessa per l’inazione della politica ma al contrario per una lettura oggettiva dei dati della recessione al fine di condizionarne, per quanto possibile, l’evoluzione futura con politiche appropriate.

I dati, anche quelli appena forniti dall’Istat relativi al primo trimestre dell’anno in corso sul Pil e le sue componenti di domanda, ci dicono che la recessione è grave, ma è nell’ordine delle recessioni conosciute negli anni settanta. I dati confermano che l’Italia sta subendo l’impatto della crisi mondiale attraverso due canali principali: il collasso del commercio internazionale e la crisi finanziaria che ha determinato un restringimento del credito. Questo impatto si legge, nei dati congiunturali italiani, nella caduta delle esportazioni, conseguenza del crollo della domanda mondiale, e nella forte flessione degli investimenti, scoraggiati dall’incertezza sulla domanda futura e frenati dalle difficoltà di finanziamento. Nei dati si legge anche l’effetto del ciclo delle scorte che accentua la flessione della produzione nelle fasi di riduzione della domanda. I governi, presi singolarmente, possono cercare di influenzare la domanda interna, cioè i consumi ed investimenti interni, non quella estera. I consumi delle famiglie sono certamente diminuiti, ma in misura limitata tenuto conto dell’ampiezza della recessione. Negli ultimi tre trimestri di recessione essi  hanno contribuito per meno di un quarto alla flessione del Pil, pur rappresentando la componente di maggior peso della domanda interna. La relativa tenuta dei consumi è spiegata dal fatto che i cosiddetti redditi fissi, cioè i redditi rappresentati da salari e pensioni, non sono colpiti dalla crisi, ma sono previsti al contrario crescere in termini reali grazie alla flessione del tasso di inflazione.

Evidentemente sono colpiti dalla crisi, tra i lavoratori dipendenti, coloro che perdono il lavoro e coloro che usufruiscono della cassa integrazione. Gli stanziamenti del governo per il sostegno di questi redditi sono stati fondamentali, non solo per un dovere sociale inderogabile dello Stato, ma per impedire la caduta della propensione al consumo. Se questa caduta non c’è stata è perché, di fatto, si sono ridotti, a causa della recessione, gli altri redditi, che sono principalmente i redditi da lavoro autonomo e altri redditi vari da capitale. E’ difficile dire quanti dei percettori di questi redditi siano soggetti a vincoli di liquidità, cioè non siano in grado di mantenere inalterati i propri consumi di fronte ad una flessione temporanea dei propri redditi, anche perché gran parte delle famiglie percepisce contemporaneamente redditi di vario tipo. Tuttavia è certo che per una parte non trascurabile di essi è possibile non ridurre i consumi proporzionalmente. Non lo è invece per molte altre fasce di lavoro autonomo, più deboli, soprattutto per i  tanti giovani e meno giovani che lavorano con contratti temporanei. Ma, si è detto, il governo è tenuto a far seguire l’azione alle analisi dei fatti. Fino ad oggi esso ha compiuto il suo dovere sui due fronti principali di impatto alla crisi. Esso ha stanziato fondi sufficienti a garantire sicurezza ai redditi di quei lavoratori dipendenti che vengono colpiti dalla flessione produttiva. Al tempo stesso, e come prima azione, ha offerto il sostegno necessario al sistema bancario italiano per superare difficoltà temporanee e garantire il risparmio degli italiani, bloccando così l’insorgere di situazioni di panico. Siamo ora entrati in una fase cruciale in cui si tratta di sostenere l’attività produttiva e la domanda interna per tre o quattro trimestri in attesa che riparta il ciclo mondiale. Ciò è necessario per tre motivi connessi tra loro. Il primo è che è necessario impedire che cresca il costo sociale ed economico  rappresentato dalla perdita di posti di lavoro o dalla riduzione delle ore lavorate. E’ preferibile, per quanto possibile, usare le risorse per creare o mantenere posti di lavoro che per sostenere i redditi di chi perde il lavoro, e questa strategia sarebbe favorita qualora si confermasse una dinamica dell’assorbimento di risorse per gli ammortizzatori sociali inferiore a quanto, per sicurezza, stanziato dal governo. Il secondo è che è necessario mantenere e rafforzare la capacità produttiva per poter cogliere la fase di ripresa. Il terzo è che è necessario stabilizzare gli altri redditi non da lavoro dipendente colpiti fortemente dalla crisi, soprattutto quelli delle fasce più deboli, e impedire che aumentino le difficoltà di accesso al lavoro per le nuove generazioni.

Che fare quindi? Coniugare un’azione congiunta dal lato della domanda e dell’offerta. Dal lato della domanda, nell’ambito dei vincoli di bilancio, le risorse devono essere concentrate nella domanda pubblica di infrastrutture, di nuove tecnologie, di manutenzione del capitale pubblico e nell’incentivazione, spesso possibile a costo quasi nullo, della spesa privata nella stessa direzione (piano casa, manutenzione del capitale fisico privato, tecnologie verdi e digitali). Quest’azione può essere favorita sia da una maggiore efficienza della PA nei suoi pagamenti al settore privato sia da un’attenta ricomposizione della spesa pubblica che allenti, nel   rispetto dell’obiettivo generale di deficit pubblico, i vincoli di bilancio cui sono sottoposti gli enti locali nell’attuazione dei propri progetti di investimento. Dal lato dell’offerta è necessario aumentare l’azione sul sistema bancario perché non faccia mancare il credito di sostegno all’attività produttiva ed agli investimenti privati, cruciali non solo per il sostegno della domanda interna ma anche per mantenere ed adeguare la capacità produttiva affinché risponda alla ripresa della domanda. Oggi non manca il risparmio, è necessario rimetterlo in circolo.

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36 Commenti a “Basta con la crisi: è l’ora della ripresa”

  1. Sabatino Beretta scrive:

    Egregio Ministro,

    concordo pienamente con quanto da lei scritto sul da farsi e credo che voi stiate facendo quanto possibile per arginare la crisi ma a questa crisi potranno seguirne altre se non ci sarà uno shift di paradigma su alcuni prodotti che hanno saturato il loro mercato nei cosidetti paesi civilizzati. Sebbene questa saturazione dei mercati è avvenuta per circa un terzo della popolazione mondiale, quindi quando ci sarà il vero sviluppo nei consumi in Cina, India e di conseguenza poi Tutto il Far East e l’Africa si potrà avere quel boom economico che molte aziende (anche Italiane) aspettano da anni, ma cosa avverrà nel frattempo nel vecchio continente? I consumi continueranno a ristagnare perchè i beni primari avranno già saturato il mercato. Cosa dovrebbero fare i governi Europei e Americani nel frattempo? Cercare quello shift di paradigma sui prodotti che dovrebbero dare continuità al mercato. Oggi esistono delle domande implicite dei consumatori non ancora soddisfatte a pieno da prodotti di mercato, come ad esempio: SI è mai chiesto cos’è la cosa che la maggior parte delle casilinghe odia più di ogni altra faccenda fare? Da un indagine svolta é risultato lo stirare. Esiste un elettrodomestico che consenta di non stirare ? NO, e quanto ci stanno lavorando le aziendei di elettrodomestici? Poco o nulla per quel che mi è dato di sapere. Un altro possibile shift di pardigma dovrebbe averlo il settore automobilistico perchè oggi è di moda l’ecologia e quindi diventa trainante ma a breve specie in Europa avremo un altro grosso problema che è la mobilità che cosa si sta facendo per avere mezzi individuali che migliorino la mobilità?? A questa domanda non ho sufficienti informazioni per rispondere ma qualcuno si sta organizzando per conto suo, cosa non porterà ad avere un sistema paese che migliori la sua mobilità ma attenzione a che l’Europa non si lasci cogliere di sorpresa da un trend evolutivo, di cui sarebbe troppo lungo parlarne in un blog. In conclusione al di là delle cose da fare subito che sono quelle di cui lei parla forse sarebbe auspicabile lavorare sullo shift di paradigma del prodotto che porti ad un nuovo uso dei prodotti di mercato che diano maggiore soddisfazione alle esigenze inespresse dei consumatori stessi in modo da creare la vera ripresa ed in questo sia il suo ministero che il MIUR attraverso ricerche universitarie mirate alla “user experience di prodotto” potrebbero favorire l’evoluzione dei prodotti e la loro funzione trainante per una ripresa duratura nel commercio del nostro paese e nella sua esportazione verso altri continenti, creando presupposti di evoluzione continua dell’offerta rispettto alla domanda che per sua natura evolve con la cultura dei cittadini.

  2. Alessio scrive:

    Egr.Sig.Ministro,

    “Basta con la crisi: è l’ora della ripresa” è un mantra oppure una realtà?
    nel mentre le ditte sono al palo e molti di noi per strada a cercare un lavoro.

    Distinti Saluti
    Alessio

  3. iomesempreio scrive:

    e’ un mantra!!!

  4. gianluca scrive:

    Ma come mai il primo intervento ( o anche più) di ogni post è sempre una lode sperticata? La risposta è ovvia.

  5. Giuseppe scrive:

    Ministro è inutile svegliarsi la mattina con uno slogan del genere.
    Ma chi la deve credere??? A parte i Silvio, i Tronchetti,e tutti questi filibustieri dell’economia e della grossa imprenditoria italiana,non vi crede più nessuno.
    La vostra classe politica ha fallito,non ha fatto nulla di concreto,se non in negativo.
    E questo la gente lo sa. Nonostante tutto andate avanti con la vostra terapia di convinzione forzata tramite il bombardamento dei mass-media (tutti tranne alcuni programmi tipo Annozero,Report e qualche quotidiano che ancora riescono a fare dell’inchieste interessanti offrendo allo spettatore un’informazione dettagliata che voi vorreste far passare per disinformazione quando siete i maestri nel farla,e che portano in alto il nome del vero giornalismo,quello d’inchiesta,delle domande scomode,il giornalismo che punge il culo ai potenti) controllati dall’ottavo nano cioè Silvio Berlusconi.
    Quindi è l’ora della ripresa vada a dirlo a Maranello,o ad Arcore,o al pirellone.Non venga a proporci a noi lavoratori in nero incazzati neri, cose di cui probabilmente non vedremo mai la luce fino a che voi e tutti questi riciclati della pseudopolitica detenete il potere di decidere per tutti senza guardare ai reali bisogni della gente comune.
    Perciò usi il blog per discutere di più cose serie,non per problemucci da tronisti di canale5.

  6. Venere Raimondo scrive:

    Un film visto in tutti i periodi storici con la differenza che prima sapevamo che le relazioni di potere erano basate sull’ubbidienza mentre in seguito ci hanno fatto credere, secondo il principio della democrazia, che gli stati autoritari sarebbero scomparsi e che certe decisioni potevano essere prese con il consenso popolare.
    Nossignori, le “classi dirigenti” sono sempre così composte: imprenditori che inducono lo stato a prendere decisioni, politici che danno esecuzione alle decisioni e militari (la forza per mantenere l’ordine sociale).
    In breve, sono d’accordo, è chi detiene il potere economico ad avere le redini del comando e riflettendoci bene…non è forse così anche nei tanti piccoli nuclei familiari che compongono le società?
    Il diritto alla critica e all’opposizione è di tutti dicono, ma a che prezzo? ed è veramente ciò che vogliamo?
    Io invece credo che sia compito delle “classi dirigenti” pensare e lavorare al fine di difendere diritti fondamentali come la casa, il lavoro ecc…noi siamo le braccia, diversamente è una giunla.

  7. Giuseppe scrive:

    E’ già una giungla cara Venere,quando i comici fanno informazione ed una larga parte di giornalisti baciano il sedere ai potenti per essere privilegiati.
    E’ già una giungla quando il presidente del consiglio Silvio Berlusconi attacca la magistratura, perchè legittimamente pluri inquisito indagato e condannato se non per le leggi ad personam che si è votato dalla sua schiava maggioranza, senza mai dimettersi per il bene dell’Italia.
    E’ già una giungla quando dei cambia bandiera disonesti come i Mastella e i De Mita vengono candidati ed eletti al parlamento europeo, come se vorremmo importare il malaffare e i malaffaristi italiani in quantità industriali all’estero,per inquinare quel che di buono c’è rimasto nel vecchio continente.
    E’ già una giungla da quando la classe politica italiana è composta da massoni deviati come i P.Duisti della P2 (come Silvio Berlusconi) e politici imprenditori che badano solo alle loro tasche ed alle loro orge(come Silvio Berlusconi).
    E’ già una giungla cara Venere quando dici che noi siamo le braccia e basta,sarebbe come dire che siamo dei muli che arano la terra a suon di frustate.
    Invece noi in realtà parliamo, pensiamo,analizziamo le cose ed il significato degli eventi che accadono,e possiamo evitare di farci mangiare il culo da questi lupi, cercando d’essere cittadini con una particolare sete di libera informazione e magari attivi politicamente nel nostro piccolo per l’interesse comune.
    Mi dispiace cara Venere che tu non l’abbia ancora capito.

  8. alviero pirani scrive:

    Questi sinistroidi parlano sempre con astio …..apparentemente e superficialmente bellocci fuori e cattivi dentro,parlate di riciclati quando lo siete dalla nascita,se non vi stanno bene i tronisti e le veline perchè le guardate????Se fossi io Berlusconi vi lascerei solo con le reti RAI con canone ed intervallo con le pecore(poi mi piacerebbe vedere cosa succede nelle vostre case con moglie figli e nonne che per quanto riguarda reti mediaset non si fanno mancare nulla!!!!!! siete solo che sfascisti predicate bene e razzolate male…….chiamate nano Berlusconi,invece voi avete tutti parlamentari che sembrano I BRONZI DI RIACE !(il più bello sembra una caricatura)per non parlare di quei sorrisi smaglianti,ce ne fosse uno che si fa la pulizia dei denti oppure uno sciampo antiforfora,vestiti in modo osceno per far presa sul popolo,ma non incantate più nessuno !(li ho visti questi falsi a cene private cambiare look,specialmente le donne tutte acchittate e ingioiellate,invece quando vanno alle riunioni di partito in mezzo al popolino si mettono il mollettone in testa la sciarpetta a qudrucci e la sacca a tracollo FALSI FALSI non incantate più nessuno avete magnato troppo siete stati ingordi(e all’uccello ingordo je crepa er gozzo)per quanto riguarda le veline pensate alle vostre vallette valletti e raccomandati di ferro criticate Silvio,con la storia di Noemi ci avete stressato perchè non avevate altro da dire,ma noi elettori lo sappiamo che voi non vi fate mancare nulla, le cose le fate bene pure quando andate a travestiti,gia però la vostra privacy va rispettata!!!!fate pena siete brutti sporchi e cattivi!!!!!!!!!! razza ormai destinata all’estinzione,in iItalia,Europa e nel mondo……che bello vedere questa sera Silvio ed Obama abbracciati e sorridenti insieme.Ministro Brunetta basta con la crisi è l’ora della ripresa………YES WE CAN

  9. Giuseppe scrive:

    E’ già una giungla quando dici che è giusto che chi detiene un certo potere economico debba decidere per tutti senza guardare ai reali bisogni della gente.
    E’ già una giungla quando “riflettendoci bene” mi porti il nucleo familiare come esempio…..sarebbe come dire che il padre che porta lo stipendio è il padrone(magari a te risulta) di tutte le decisioni anche altrui(cioè per esempio gli studi universitari di un figlio 19enne o la sorte economica di una moglie casalinga) prese unilateralmente senza confrontarsi con gli altri membri della famiglia tutti maggiorenni e capaci di analizzare.
    Poi il matrimonio implica più spesso la comunione dei beni
    …se per es. vogliamo mettere tutto questo nel contesto della politica possiamo impersonificare l’Italia e il suo Parlamento ad una grande famiglia che vuole il bene di tutti i suoi figli,
    e di conseguenza viene facile d’accostare al Silvio Berlusconi il padre padrone assoluto.
    Secondo Aristotele la politica non era altro che che l’amministrazione della polis (comunità di cittadini,città,stato))per il bene di tutti.
    Il che riflettendoci bene, politica vuol dire potere +etica.
    Qualcuno ha visto l’etica in Italia???
    Forse stava arrivando da noi dentro qualche fratello Africano passando per il grande Sahara,ma poi si è vista davanti gli sbirri e i maroni ed è stata respinta,in America invece è riuscita ad entrarci.

  10. Giuseppe scrive:

    Oh caro!!! Sei ancora sveglio??? Hai da prestarmi un aulin ho ancora un dolore tremendo????

  11. Giuseppe scrive:

    io non guardo i canali mediaset da 4 anni ho deciso di boicottare calcio e tutto quello che può solo invadere rincoglionire e deviare la mente da cose più importanti che riguardano il futuro nostro e dei nostri figli.
    Tu caro Alvaro mi fai l’impressione di uno che va a fare il pubblico a controcampo per ridere alla cinepresa quando viene inquadrato, anche l’impressione di uno che crede che forum o i reality e varie porcherie della TV anche RAI siano in diretta e del tutto improvvissati,o magari sogni che Silvio ti coinvolga come per incanto in una delle sue feste piccanti magari con materiale non proprio legale magari aviotrasportato con un volo di stato.
    Ho indovinato???
    Spero tu stia bene economicamente,almeno posso legittimare la tua simpatia per Silvio e i suoi,mi preoccuperei per il tuo futuro nel caso fosse il contrario.

  12. Giuseppe scrive:

    Spero anche tu stia anche bene di salute,nel caso contrario che a te mancano questi requisiti preoccupati ancor di più,non c’è tanto da fidarsi della sanità( specialmente se sei del sud , è ancora peggio grazie all’ormai consuete lauree facili ).
    Oggi come oggi soldi e salute vanno di pari passo,se non hai uno di questi è molto probabile che non avrai neanche l’altro.
    Auguri fratello!!!

  13. Manuela scrive:

    Alviero.. ti chiami Alviero vero? oppure devo chiamarti Silvio? O Fabrizio? o Maurizio? o Paolo?
    mi sembra di sentire una delle interviste deliranti di Berlusconi, Cicchitto, Gasparri e Bonaiuti.. bah se lo dici tu che siamo brutti sporchi e cattivi allora ci possiamo credere…l’abbiamo messo in banca come si dice a Roma..
    Ha parlato il Verbo… occhio ragazzi, tocca starlo a sentire..
    Ps: D’Alema è un bell’uomo e credo non abbia i capelli di plastica, nessun lifting o indossi i tacchi da mign****..
    Bye Bye.

  14. simone scrive:

    sig.giuseppe ho visto che scrive sul blog alle 3 di notte ,mi perdoni se posso le consiglio di riposare un po è preferibbile oppure si veda un bèl film su mèdiasèt o sky.perche sulla rai paghiamo e non vediamo nulla…..si riposi mi raccomando!!!!!!!!!!

  15. eva scrive:

    risposta a basta con la crisi…….
    aiutoooooooooooooooo……..
    sono indietro con le rate del mutuo……
    devo cambiare assicurazione per spendere un po’ di meno….
    devi limitare le paghette dei figli……..
    devo limitarmi nel comprere i libri…..
    non potrò andare in ferie……..
    non ho un euro in banca ed il mio conto è perennemente in “rosso”…… (senza allusioni)
    devo pagare qualche multa perchè in passato non avevo tutti i soldi per pagare le tasse……
    uffaaaaaaaa……
    e basta con la crisi….QUESTO E’ UN GRIDO DI DOLORE.

  16. Venere Raimondo scrive:

    Piccolo chiarimento per Giuseppe.
    Lo so, è già giungla ed è proprio quello che volevo dire.
    Le classi dirigenti ci hanno tolto pian piano il NOSTRO per “regalarci” il LORO (cibo, passatempo, superfluo ecc…).
    L’ultimo esempio?
    Il digitale terrestre.
    Siamo disposti a non comprare il decoder, a portare i televisori in discarica e ad annullare qualsiasi altra forma di contratto del genere?
    NO, abbiamo festeggiato ben due giorni un’ulteriore spesa e tutto questo mentre continuiamo ad andare al discount!
    L’esempio con la famiglia perchè non dovremmo essere noi “figli” a sfoderare le spade per far rispettare l’unico compito che i popoli riconoscono e conferiscono alle “classi dirigenti”, tribù comprese: il DOVERE di tutelarci.
    Infine…le braccia per ammettere con UMILTA’ intellettuale (non muli) che NOI siamo la forza lavoro da sempre e non ci siamo mai spaventati di fronte a questa verità checchè se ne dica o vogliaono darci ad intendere

  17. eva scrive:

    PROBLEMI QUOTIDIANI DI “NON VITA”
    Questi sono i problemi della sopravvivenza.
    Questi sono i lamenti che si sentono ogni giorno, in ogni luogo da comune mortale che si frequenti.
    Queste sono le lotte giornaliere per sopravvivere.
    I comuni mortali si affannano a trovare soluzioni che permettano loro di andare avanti e sperano (ma chi visse sperando……)che possano arrivare davvero tempi migliori.
    E quale mai può essere l’aiuto che ci arriva dai ministri?????
    Chi si occuperà mai di “piccola finanza”? Ci sono le “grandi finanze” che attraggono ed occupano i pensieri dei nostri cari politici.
    MA SAREBBE DAVVERO L’ORA CHE CI AIUTASTE A VIVERE.

  18. nicola scrive:

    La speranza è l’ultima a morire, ma certo è in coma !
    E’ difficile sperare in meglio quando ad es: telecom aumenta il canone, e anche se provi a telefonare meno, spendi di più. Tiene due soli operai su un territorio grande dal Valdarno a Firenze con tutti gli utenti che ci sono! Come fa a lavorare un albergo senza telefono per giorni?
    Cerchi di tenere il riscaldamento basso, ma Dio ti manda un freddo della madonna e, nonostante che l’inflazione – dicono- sia bassa – arriva una bolletta astronomica che ti sconcerta e allora vai a vedere la bolletta dell’anno passato, stesso periodo e vedi che il prezzo al m3 è notevolmente aumentato. L’ISTAT forse nel paniere ci ha messo gli ami da pesca!
    Le Ditte licenziano i dipendenti e prendono servizi dalle cooperative. Le cooperative fanno dei contratti capestro ai loro dipendenti, perchè se questi ultimi ricevessero una richiesta di assunzione dalla Ditta a cui prestano opera, non possono accettare.
    Gli schiavisti del mare sono terribili, ma quelli di terra non sono da meno! questa è l’attenzione dei politici per le fasce “deboli “?
    Qualcuno mi tiri su per favore!

  19. Mire scrive:

    Quante parole che dite … Solo parole !!!
    Perchè tutti voi a Roma (Ministri, Magistrati, Prefetti, ecc)
    provate – come tutti noi – a:
    1) non avere l’AUTISTA Privato ed andare a lavorare con le Vs. auto –
    2) Pagando Voi la Benzina di tasca Vs. (Senza auto blu)
    3) Cellulare privato e di conseguenza caricatelo con i soldi di tasca Vs.
    4) Alberghi, Ristoranti, … sia per Voi che per i Vs. fam. Pagateli di tasca Vs.
    5) Bollette, Mutui, figli a scuola …
    PROVATE A VIVERE I PROBLEMI NORMALI DELLE PERSONE ” SEMPLICI”
    Mi chiedo una persona in Cassa Integraz.Straord. a seguire Mobilità – SOLA – Figlia a Carico – Mutuo a carico
    Come può fare ?
    Scrivetemi – se riuscite a trovarmi un lavoro – (dopo 28 anni di lavoro, essere lasciata a casa è un dramma)Vi invierò il mio C.V. Sono disposta a venire a lavorare a Roma perchè da Buona Milanese amo Lavorare trovassi un lavoro!!!!!!

  20. Manuela scrive:

    no nicola, l’istat nel paniere ci ha messo i voli di stato, il digitale terrestre, il debito alitalia e gli stipendi dei ministri.. eva e giuseppe hanno fatto un’analisi concreta.. nessuno si occuperà di noi, noi facciamo comodo una volta ogni 5 anni: alle elezioni..dopo di chi s’è visto s’è visto.. per loro conta darti mille euro (panem) .. il calcio e le sgualdrine(circenses)e l’italiota medio è felice..non ci si dimentichi però che l’impero romano cadde proprio per un malumore tra i pretoriani (poliziotti panzoni) ….
    un proverbio (non so se lo conoscete) recita aiutati che il ciel ti aiuta.. giusto il cielo può aiutarci mandando tutti questi spreconi dove meritano di andare.. tutta questa gente andrebbe mandata a vivere in un appartamento di 40 mq, con relative utenze e mutuo, 1.000 euro a disposizione e un metro e mezzo di buona corda.. quando a fine mese rimane ancora una settimana da coprire magari useranno la corda…VOLESSE IL CIELO… come hanno fatto tanti poveri disgraziati che hanno perso il lavoro o non ce la facevano a portare avanti la famiglia..il governo si ricordi che queste morti le ha sulla coscienza e che se esiste una giustizia divina, come credo e spero che sia, nulla rimarrà impunito…si vergognino, perchè ancora vivono alle spalle degli altri.. BAMBOCCIONI….

  21. alviero scrive:

    E’ vero non ha i capelli di plastica,il lifting e i tacchi……….ma quanto je piacerebbe averli!!!!! è che non ha il coraggio di farlo! Pensa come sarebbe più bello tutto abbronzato sulla sua barca a vela con Rosi Bindi che ora non ha più neanche i baffetti e la barbetta perchè ha capito che curare un pochino l’estetica non guasta,specialmente quando fai tante ospitate in TV,ho notato che ultimamente usa anche delle buone creme,ha una pelle molto più curata!Anche Rutelli è tutto rifatto,e allora lo vogliamo processare? Santoro per esempio si tinge i capelli, non trovi che siano un po troppo rossicci sotto le luci? Fassino invece………no Fassino non posso dire nulla non mi ricordo più come è fatto!La Melandri ultimamente l’ho vista molto ringiovanita…….ma come avrà fatto?Forse prende qualche integratore! oppure le serate in barca con Briatore l’hanno fatta rigenerare al tal punto che anche lei non si riconosce più(Neanche dalle foto scattate in Sardegna) Comunque per me il più fico è Bertinotti curato nei minimi particolari,un pò di tacchetti quando si fa le scarpe su misura li fa aggiungere anche lui! Forse chi non si è fatto nulla sono Veltroni e Livia Turco………vabbè ma li che vuoi fare! bisognerebbe cancellare tutto e ricominciare da capo! BYE BYE

  22. Sandro scrive:

    C’è questo video su You Tube da vedere:

    http://www.youtube.com/watch?v=7pEjwMiswOo

  23. maurizio scrive:

    prendete e spendeteli tutti,questi sono 40 euro al mese,siate felici,con questa carta potete andare in giro a sperperare fieramente la vostra dignità,potrete ristrutturare ampliando il vostro monolocale del 20%,POTRETE COMPRARE IL DECODER CHE PRODUCO IO,potrete guardare le mie trasmissioni moltiplicate per 20 potrete vedere con i vostri occhi che tutto è possibile,che tutto va bene con il fido fede che vi spiega tutto dettagliatamente poichè voi non capite niente!firmato SILVIO…… intanto a me tocca chiudere bottega

  24. simone scrive:

    sig.murizio sara anche una misèria ma a qualcuno fanno comodo…..40 euro…

  25. paolo roberto scrive:

    sig.Maurizio non so se lei fa parte di quella fascia di persone che si lamentano e poi sono le prime ad andare a ritirare! Ma so per certo che hai tipi come lei non va mai bene niente, se fossero stati 400 euro, avreste avuto comunque da ridire! non vi va proprio giù il signor Silvio Berlusconi,ve lo sognate anche di notte,è diventata la vostra unica ragione di vita! il vostro incubo,qualsiasi cosa è sbagliata, avete sempre da ridire ……… rilassatevi! ma gli altri quelli tanto bravi!!! che cosa hanno fatto di buono? ( oltre che tassarci e litigarsi le poltrone per rubare meglio?)purtroppo alcune persone hanno dei grossi vuoti di memoria.

  26. maurizio scrive:

    sig. roberto ho 40 anni e sono del sud,in tutta la mia vita non ho mai preso niente neanche un giorno di disoccupazione,e non che non ne avessi avuto bisogno,ma se riesco a lavorare, senza chiedere mai se è possibile,lo faccio,qualsiasi lavoro, io credo che la dignità non abbia prezzo. avete ragione a dire che a qualcuno fà comodo 40 euro,si poteva trovare un modo più dignitoso di darli, e magari risparmiando quà e là, evitando di levare l’ici(magari era meglio levare il bollo auto costava di meno e aiutava anche i più bisognosi che l’ici non la pgavano già più) anche a chi 1500-2000 euro li consuma comprando stuzzicadenti, gli si poteva dare anche di più. gl altri poi, non fanno meglio ,questo e certo,ma io non faccio parte deli altri,quindi non mi sento dalla parte loro,e comunque le tasse fino ad ora da che mi ricordo non le ha mai abbassate nessuno neanche silvio,alzarle è impopolare,criticare chi le alza, fa aqcuisire voti ma poi bisogna abbassarle. ha proprio ragione,alcune persone hanno la memoria corta

  27. maurizio scrive:

    MEMORIA CORTA…..QUALCUNO RICORDA DEL IMPEGNO DI ELIMINARE LE PROVINCE? ERA LA CAMPAGNA ELETTORALE DEL 2008, E VERO CON QUESTA OPPOSIZIONE NON SI PUO’ FARE NIENTE NEL PARLAMENTO ITALIANO L’UNICA COSA CHE HANNO PERMESSO E IL LODO ALFANO?!?!STI COMUNISTI!!!

  28. maurizio scrive:

    NOTIZIA IMPORTANTE PER TUTTI E MI VERGOGNO DI RENDERLA NOTA SOLO ADESSO:PICCOLO IMPRENDITORE EDILE DI TORRETTE DI FANO SI SPARA CON IL FUCILE PER PROBLEMI DI LAVORO,ORA,DESTRA O SINISTRA NON MI INTERESSA,SONO 15 ANNI CHE SENTO PARLARE DI PIANO CASA,FATELO,MINISTRO SE EFFETIVAMENTE,COME DICE, LEGGE QUESTO BLOG, FATELO,BASTEREBBERO 20 APPARTAMENTI PER OGNI COMUNE D’ITALIA,FATELI FARE AI PICCOLI IMPRENDITORI LOCALI,CI VOGLIONO TRE MESI PER FAR PARTIRE I PROGETTI E I LAVORI E L’EONOMIA LOCALE, SE PER UNA VOLTA NON LITIGATE,NON PENSATE A VOI O AI VOSTRI AMICI,FATELO,FATE RIPRENDERE L’ECONOMIA BASTA VERAMENTE POCO,BASTA SOLO PER UNA VOLTA PENSARE AGLI ITALIANI PER NON FARCI LEGGERE NOTIZIE COSì SUI GIORNALI

  29. Nicolas scrive:

    MAVALA’ !!

  30. enrico scrive:

    è inutile continuare con le belle frasi riprese a destra è amanca la fame in italia c’è e ci rimarà almeno sino a che il governo centrale non si deciderà ad annullare le privatizazioni o tanto meno farà controllare i presta nomi delle società che vincono gli appalti, che sono gestite tutte da consiglieri e assessori degli stessi comuni con personale sotto organico x non assumere al completto xguadagnare di più a cagliari x la racolta del’umido anzi chè essere in due persone, una in macchina che guida e la secconda che agancia i cassonetti da dietro x scaricarli grava tutto su una sola persona che cassonetto x cassoneto deve fermarsi scendere tirarsi a presso il cassoneto aganciarlo x scaricarlo riportarlo a posto x poi spostarsi di trenta metri x fare le stsse manovre ,è tutto ciò durante le ore di trafico più intenso imaginatevi chi deve recarsi a lavoro, o ancor peggio se stai rientrando a casa dopo una lunga note di servizio. ma non è tutto ancora il governo non vuole capirla che le privatizazioni sono li metodo più facile è semplice x le bustarelle ma non è tutto questa è solo la punta dell’aisberg io mi auguro che qual’cuno legga questo comento e dia veramente inizio a delle indagini all’interno di queste imprese è sopratutto dei comuni figuratevi che a cagliari vogliono far partire la racolta porta a porta con un contratto non più di 5 anni come si è sempre fatto ma bensi di 9 anni alla faccia di noi poveri cogli….. che paghiamo le tasse. alla facia della crisi

  31. fabio scrive:

    caro ministro o letto un po sia i commenti che le cose che lei sostiene io non so da quqle parte del mondo esisita la perfezzione e lefficenza ne dove si possa trovare persone soddisfatte del proprio lavoro, ma e mai possibile che chi lavora per lei e quindi per noi abbia sempre un problema psicologico,fisico,o di collaborazione con il mondo che lo circonda facendo si che tutto ralenti o diventi relativo. Noi gestiamo da anni una azienda artigiana storica in un certo senzo dando lavora e relazionandoci nel mercaton in maniera seria e onesta e solo questa e stata per ora la nostra salvezza. In questi anni stiamo soffrendo in maniera profonda questo anche grazzie alla crisi create a misura dalle banche ma soffriamo molto perche li nostro commitente piu inportante sona diventati comuni regione o enti in genere. VENGO AL PUNTO un ente un comune e via elencando perche una volta staziati fondi per un opera appaltata poi non pagano. PATTO DI STABILITA MANCAZA DI EFFICENZA NEL VALUTARE. INEFFICENZA NELLE PROGAMMAZIONE. INQURIA . O SEMPLICE IRESPOZABILITA E INEFFICENZA . Be capira che le nostre inprese atigiane o industrie che siano non possono essere gestite cossi a men che non si voglia far chiudere una o laltra, finendo il mio amaro commento dico ma quando sentiro di un suo dipendente messo alle strette per inefficenza? SE VUOLE LE FORNISCO IO LA LISTA

  32. Giovanni scrive:

    Silvio c’è e io dormo sogni tranquilli !

  33. LIBERALVOX scrive:

    In Italia gli stipendi più bassi d’Europa.

    Bertolaso lascia e scappa col malloppo verso altre comode poltrone. Scajola lascia e si tiene la casa al Colosseo cercando di capire chi gliel’ha pagata e poi s’è pure permesso di ristrutturargiela, a sua insaputa. Berlusconi resta, ma… ‘passa’ alla ex-moglie alimenti che farebbero la fortuna di qualsiasi ‘lavoratore’ salariato. D’Alema si ‘irrita’ perchè qualcuno gli ricorda di aver avuto la casa popolare usufruendo di una corsia preferenziale che gli permise di scavalcare in graduatoria chi era prima di lui e chi ne aveva più diritto. Bossi piazza nella ‘pappatoja romana’ – che tanto ‘schifa’ – il suo degno erede, il figlio. E quelli dell’opposizione? Aspettano che arrivi… il loro turno! Intanto “la gente perbene” affonda, destinazione Grecia. Stipendi e pensioni falcidiati dall’euro, prezzi al consumo triplicati, evasione ed elusione ai massimi storici e quei pochi risparmi – messi da parte con tanti sacrifici – mangiati dalle banche!
    Il peso di tasse e contributi sui salari, il cosiddetto cuneo fiscale che calcola la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto effettivamente finisce in tasca al lavoratore, è in Italia al 46,5%.

  34. Giovanni scrive:

    “Figlio mio, lascia questo Paese”

    Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

    Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
    Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

    Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E’ anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l’Alitalia non si metta in testa di fare l’azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell’orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d’altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l’unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

    Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po’, non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato – per ragioni intuibili – con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all’infinito, annoiandoti e deprimendomi.

    Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

    Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

    Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

    Con affetto,
    tuo padre

  35. gianluca scrive:

    Dormi,dormi che la mamma ha fatto i gnocchi.

  36. alessandro scrive:

    carissimo ministro :

    Io sono uno dei tanti che fra un pò on sò come andrò a finire,ma voglio dire solo una cosa,anche se sembrerà banale ma secondo me la più sicura,è che in questi anni si sono fatte manovre finanziarie da milioni di miliadrdi,se pensiamo che in ITALIA non siamo nemmeno un miliardo di persone, quindi di famiglie ancora meno,bastava dare secondo me un milione di euri per famiglia per risanare un pò l’ITALIA e far si che le famiglie potessero spendere e nello stesso modo far si che l’economia tornasse a girare.Invece qui si continua a togliere e a togliere e a portare tutto quelo che è stato creato in italia all’estero senza sapere che fine faranno questi fruttuosi investimentiTORNERà QUALCOSA NELLE MANI DEGLI ITALIANI BOOOOOOOO!!!!!!!

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