Ho celebrato il matrimonio perfetto (E qui vi svelo il suo format)

Foto di Plousia
Il format di un matrimonio riuscito? L’ho sperimentato anni fa con carissimi amici e lo propongo ai lettori che volessero replicarlo. Ingredienti necessari: due persone (più o meno mature, più o meno belle, più o meno di successo) che si vogliono bene, magari dopo precedenti esperienze matrimoniali; l’intenzione di non subire la presenza di parenti e bambini così come l’insofferenza per bomboniere, chiese, cerimonie lunghe e pesanti; la voglia di godersi l’evento con un gruppo ristretto di amici; un luogo d’incanto; il desiderio di starsene in santa pace con un buon gusto in bocca.
I partecipanti al format devono essere in tutto sette: i due sposi (un maschio e una femmina, ma possono esserci anche varianti), quattro testimoni e un amico celebrante che prenda il posto del sindaco. Il luogo scelto deve essere ameno. Nel nostro caso lo era anche nel nome: la Villa Rizzoli a Lacco Ameno di Ischia. La sera della vigilia, i sette convergono sul posto con i loro mezzi. Iniziano così ad approfittare del sole calante, della loro reciproca compagnia, del cibo e dell’eventuale piscina. La mattina seguente, brevi prove generali della cerimonia, con il sindaco che impartisce al celebrante le opportune istruzioni. A ranghi così stretti (ammessa la presenza temporanea di un fotografo), il matrimonio tra Jana e Andrea Pamparana si è così svolto serenamente nel pomeriggio.
In qualità di celebrante, dopo aver ricordato gli articoli del codice civile che regolano l’unione tra sposi e senza aver assistito allo scambio degli anelli (la sposa era profondamente allergica all’idea), ho pronunciato un breve discorso: “La natura è egoista. E l’economia funziona perché ciascuno cerca di massimizzare egoisticamente il proprio benessere, il proprio piacere. Gli sposi devono fare altrettanto. Prendano il massimo l’uno dall’altro, ottimizzino lo scambio reciproco. Siano egoisti: saranno felici”.
A questo punto il format prevede che la serata trascorra piacevolmente a tavola. Per i tre giorni successivi chi può resta a godersi le vacanze, il cazzeggio e i bagordi. Gli sposi rimangono soli, più o meno. In questo modo si riesce a massimizzare l’amicizia, a ottimizzare l’evento, a minimizzare i costi. E resta in tutti e sette i partecipanti la consapevolezza di aver fatto una cosa semplice e di qualità. Regalo questo format senza copyright a quanti vorranno adottarlo, anche con piccole varianti. Credetemi, funziona: il matrimonio tra Jana e Andrea dura felicemente da anni. Molti altri, celebrati in gran pompa davanti a centinaia di parenti e invitati, spesso molto meno.
Tag: A, matrimonio, Nel mio piccolo, nozze
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belle parole
speriamo bene, dopo tante peripezie il sottoscritto ha trovato quella giusta, che quando serve sa anche come farsi rispettare.
penso sia la donna della mia vita
Arrivederci e w gli sposi.
Ma è semplicemente…verus e bellissimissimo.
Addio cerimonia romana, gloria agli sposi!
…per carità quante cazzate in un unico post
!!
scusa antonello ci conosciamo? perchè rdi di quello che ho scritto? vorrei vedere se avessi la stessa arroganza avendomi davanti.
probabilmente non hai nessuno che ti aspetta a casa.
Comlimenti Onorevole ! Il format e’ perfetto ed il Suo operato eccellente. Le auguro di cuore di riviverlo in qualita’ di protagonista !!!
Caro Ministro,
ho sempre pensato che il matrimonio debba essere celebrato proprio così come ha descritto.
Un evento importante deve essere onorato da una certa sobrietà e da un giusta selettività delle compagnie che vogliamo vicino.
Complimenti per l’idea spero che faccia molti sostenitori.
Quando penso al matrimonio, lo penso così. Lo trovo il più intimo degli atti e per questo credo bebba essere salvaguardato e protetto.
A nessuno mai degli ospiti è mai importato veramente molto degli sposi, pittosto della location, del cibo e del gossip! Benvengano le prese di realtà e le posizioni coerenti. Ne abbiamo tutti quanti il vitale bisogno, ormai.
Per forza che l’hanno sposato, lui con tutti i quattrini che si ritrova e che prende di stipendio è un buon partito ..mentre io che con lo stipendio da fame che prendo non solo non posso sposarmi ma non trovo nemmeno una che mi da retta! Oltretutto devo tenere anche il riscaldamento spento in inverno perchè le bollette sono salate! Vergogna! E gli italiani (non dipendenti statali) che lo applaudono pure.
Sono d’accordo con te Pino, di questi tempi un dipendente pubblico o privato con uno stipendio da 1.200/1.300 euro al mese se trova una che gli dà retta, vuol dire che ha trovato una santa…
A mio avviso se il matrimonio è religioso deve essere solenne.
Solo in questo modo anche il ricordo della cerimonia potrà essere di aiuto in momenti difficili. Daltronde le persone che vivono del loro onesto lavoro non si possono permettere di sbagliare matrimonio, al massimo si possono permettere, per poco, di sbagliare ad eleggere la propria classe politica.
Pardon, mi scordavo che ora non si possono dare più neppure le preferenze……allora meglio lasciar perdere……
Grazie per l’idea…io organizzo matrimoni!
Comunque é un format che anche io “sposo”, specialmente per seconde nozze e o per persone che vogliono una cerimonia molto privata,in fondo la festa é la loro!
[...] asks to Mr. Brunetta if is really convinced that Facebook and Blogs are wasted time, cause also Brunetta has his own Blog and facebook page that is presumed is updated during the Minister’s working time. Share and [...]