La bilancia che fa la mia felicità (quando è carica di branzini)

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Foto di Lucas Jans

Da una decina d’anni accompagna la mia attività politica ma non c’entra niente con i voti e con la ricerca di consenso. E’ una bilancia molto particolare: quando la scorgo da lontano so già che ingrasserò. Più precisamente, si tratta di un casotto da pesca con rete a bilancia che alcuni miei amici, amici da sempre, hanno a Cortellazzo, sulla foce del fiume Piave. La trovo puntualmente sulla mia strada ed è una vera oasi di pace e di piacere. In qualsiasi momento della giornata ti regala una sosta e anche il dolce sport del pescare senza fatica. Premendo un comando elettrico, il bilancione si immerge infatti nell’acqua per poi alzarsi senza particolare bravura. Quando riemerge, mi invade ogni volta una grandissima emozione.

E’ sempre un piccolo colpo al cuore scoprire se qualcosa è rimasto nella rete. Generalmente accade. Merito di una difficile alchimia tra marea, pressione atmosferica e luna: dati complessi che lascio volentieri alla conoscenza degli esperti. Quello che conta è che si prende di tutto. Soprattutto cefali e, nei giusti periodi, anche anguille. Il colpo grosso è però il branzino. E’ capitato che pur di prenderne qualche esemplare abbia disdetto all’ultimo alcuni impegni elettorali. Non sono pentito, ne valeva la pena. Anche perché, per passare dal fiume alla forchetta, il pesce impiega appena cinque minuti. Se la pesca è abbondante, sai che l’indomani potrai continuare a far festa a casa tua. Altrimenti, se non si prende nulla (e capita spesso), si può sempre affidamento sulla cucina squisita di un ristorante a pochi passi dal casotto, praticamente convenzionato con noi ghiottoni.

I periodi migliori per questo tipo di pesca sono i momenti di tregenda: fulmini, vento, saette, pioggia, mare grosso. E’ allora che il pesce, rifugiatosi dal mare nel fiume, viene ignominiosamente catturato. Inebrianti sono i profumi di queste notti nella bufera. Straordinarie le emozioni che si provano stando sospesi tra la terra e il mare, in attesa sul bordo della civiltà. Sensazioni che ti avvolgono e che condividi, come da tradizione, solo tra uomini. Mangiando bene, bevendo ancora meglio e parlando di politica. Una bilancia che fa la felicità.

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11 Commenti a “La bilancia che fa la mia felicità (quando è carica di branzini)”

  1. Marco Macaluso scrive:

    bellissimo questo articolo.!

    Assaporo queste sensazioni ogni volta che vado al lago di Viverone, dove la mia ragazza ha una piccola cascina a 10 metri dalla riva.

  2. Alessandra scrive:

    Buon pomeriggio sig. Brunetta

  3. Salve Sig.Brunetta..mi è piaciuto l’articolo .ho vissuto per anni le emozioni che descrive su un “Bilancione” ad Ostia ed è vero che le pescate più profique avvengono con il mare grosso….ma le scrivo per tutt’altro .Ho 60 anni ex giacchetta blu “metalmeccanico” alla Selenia ora penso si chiami Alenia..Sinceramente in quei periodi credevo veramente nelle lotte che facevamo…ed ero anche molto attivo come lo sono sempre quando faccio qualcosa in cui credo….però pian piano quell’appiattimento mi stava sempre più stretto,essendo un fresatore specializzatoi compensi erano di differenze irrisorie con chi non doveva come me preoccuparsi di precisione o misure….Mi scusi mi sto dilungando ..se avessero anche loro promosso la meritocrazia l’Italia si troverebbe molto meglio e i veri lavoratori più soddisfatti. Anche se ormai sto in pensione e mi arrangio con Herbalife che mi ha molto aiutato la ringrazio vivamente per ciò che sta facendo…Grazie !

  4. marrio scrive:

    bravo sig. ministro! si vede che non ha pensieri! ma ha pensato alla bilancia della felicità del popolo che, al contrario di voi , deve lavorare…?

  5. marrio scrive:

    per chi poi, vuole documentarsi sul curriculum del nostro zelante ministro:http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Che-furbetto-quel-Brunetta/2049037&ref=hpsp

  6. GALASSO GUIDO E. scrive:

    Egregio Brunetta,

    sono d’accordo che chi è in malattia sia retribuito di meno rispetto a chi va a lavorare perché spende meno soldi per spostarsi con auto e mezzi, per vestirsi e corre meno rischio generati dal doversi svegliare per andare a lavoare…

    Ma, il genitore che fa nascere apposta un bimbo malato (probabilmente inabile al lavoro) va perfino contro la Costituzione: alcune coppie di genitori,
    entrambi malati, fanno i tests di diagnostica prenatale
    (villocentesi alla undicesima settimana) non perché
    preoccupati per voler far nascere un figlio sano, ma
    proprio perché desiderano un figlio malato come loro.

    Si sa che a Torino alcune coppie di genitori sordi
    sottopongono il concepito alla diagnostica prenatale e
    abortiscono i figli sani perché voglio un figlio sordo
    come loro: se la diagnosi prenatale non conferma ciò che
    “appaga la leoro esigenze”, e cioè che l’embrione sia
    sordo come i genitori, lo abortiscono. Esiste difatti una sordità autosomica dominante per cui ewntrambi i genitori possono essere eterozigoti per il gene relativo e così hanno una probabilità su quattro di concepire un figlio sano: che però talora non vogliono perché lo vogliono handicappato (senza pensare al suo futuro, quando resterà senza genitori), tanto la legge permettte loro di fare così!!!!

    Si sa che in Olanda da alcuni anni ci sono coppie di
    genitori “nani” acondroplasici che vogliono figli nani
    come loro e abortiscono i bambini sani perché non
    intendono allevare figli tanto più alti di loro.

    Non mi sembra che dai tempi degli antichi Romani sia
    riconosciuto che i genitori abbiano il diritto “di vita o
    di morte” e di “salute o malattia” sui figli: ogni individuo
    avrebbe diritto alla salute e quindi che i propri genitori
    non li facciano nascere appositamente malati per far
    piacere ai loro comodi perversi.

    Dovrebbe essere vietata la diagnostica prenatale a fini di
    avere filgli malati e a scopi scientifici di studio di
    mutazioni e anomalie sul DNA per sapere quale fenotipo di
    malattia queste comportano.

    Ogni persona che nasce malata sarà auspicabilmente inabile
    al lavoro, comporterà dei costi aggiuntivi suylla società,
    avrà difficoltà a usare i bagni pubblici, a prendere
    l’autobus, ecc

    GRAZIE

    Guido Emanuele Galasso

  7. giancarlo scrive:

    In quello che Lei fa, Ministro, non riesco a trovare nulla di sbagliato. Chi la critica, sono le stesse persone che mugugnano da sempre contro l’inefficienza della burocrazia! Il colore politico conta più dei risultati. A sinistra, Lei sarà sempre inviso: a meno che non cambi partito (allora, sarà il loro eroe!).
    Bravo, continui con pazienza e perseveranza da pescatore!
    Giancarlo (Roma)

  8. piero scrive:

    Bellisimo ed emozionante quel posto sulla foce del piave. Sono da Verona, ma ci vado spesso anch’io.

  9. alessandro scrive:

    salve a tutti vorrei sapere dove si puo usare la bilancia in mare e in quale condizione e in ke misura grazi

  10. Salvatore Del Vecchio scrive:

    E’ vero, un onesto racconto di saggio epicureismo ittico, che tanto fa bene anche al pensiero, filosofico o politico che sia. A me manca siffatta esperienza, cercherò di rimediare . Per ora osservo una lacuna enologica . Come la mettiamo ?

  11. ROBERTO scrive:

    COMPLIMENTI sig. BRUNETTA condivido lo sirito del cacciatore/pescatore che è dentro ognuno di noi OTTIMO il branzino come ben sa’ preda assai ambita da noi pescatori comunque ho scoperto oggi il vostro sito e ne sarei ben lieto di farne parte condivido a pieno quello che fa’per noi BUONA SERATA ROBERTO

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