Tre mosse per la ripresa, ma attenzione a non illudersi

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Aumentare il “sostegno ai redditi colpiti dalla crisi, mobilitare la domanda interna” ma anche “aumentare la competitivita’ del sistema italiano superando il gap infrastrutturale e l’inefficienza della Pubblica Amministrazione”. Cosi’ il ministro della Funzione Pubblica e Innovazione, Renato Brunetta, in un intervento su “Il Sole 24 Ore”, traccia la sua proposta per far uscire l’Italia fuori dalla crisi “globale”. “Il problema -scrive Brunetta- e’ anche globale e richiede risposte prima che sia troppo tardi”.

Di fronte ad una crisi che in Italia si manifesta nel “crollo del commercio internazionale e nella crisi di fiducia” Brunetta sottolinea che, innanzitutto, vanno sostenuti i redditi piu’ bassi “ai fini di giustizia e coesione sociale”. Quindi, attraverso stimoli alla domanda interna, e’ necessario “rimettere in moto settori trainanti della struttura produttiva italiana” e il piano casa ha questo obiettivo. Per Brunetta, pero’, e’ necessario anche superare i due gap, quello “infrastrutturale” e quello della “pubblica amministrazione”. “Molta parte delle azioni -scrive ancora il ministro- non richiedono aumento di spesa pubblica ma ricomposizione della spesa e soprattutto mutamento profondo delle regole. Ma e’ sempre il mutamento delle regole quello che incontra piu’ ostacoli, e per questo e’ proprio dei rivoluzionari”.

ATTENTI A NON ILLUDERCI - “Stiamo attenti”. Cosi’ il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, che e’ un economista, risponde, a Cernobbio, a chi gli chiede un commento sull’apparente rallentamento della crisi economica.

“Prima -continua Brunetta- ci siamo fasciati la testa, forse eccessivamente. Adesso non vorrei che noi ci illudiamo, per vedere per forza la fine della crisi”.
Secondo Brunetta, “c’e’ certamente un fattore stagionale favorevole: stiamo andando verso la stagione buona, il che vuol dire tante cose dal punto di vista della mobilita’, del turismo, dei consumi. Vuol dire anche elementi favorevoli per l’agricoltura, per i raccolti e per l’occupazione. Quindi, la stagione primaverile ed estiva favorisce certamente un clima economico e di fiducia in miglioramento. Stiamo attenti pero’ che poi contano sempre i fondamentali”.
“Conta -prosegue Brunetta- il commercio con l’estero, conta il credito, contano i risparmi, contano le risposte che i singoli paesi danno alla crisi, i singoli paesi individualmente o in maniera coordinata. Devo dire che il G20 da questo punto di vista e’ stato importante: finalmente una voce forte in risposta alla crisi. Quindi G20 positivo, coordinamento positivo, piu’ stagionalita’ potrebbero essere gli elementi di un miglioramento del clima e quindi della fiducia. E quindi -conclude- un inizio della fine”.
QUESTA E’ L’ITALIA, BAMBOLA - “Direbbe Humphrey Bogart: questa e’ l’Italia, bambola”. Cosi’ il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, commenta a Cernobbio i dati delle dichiarazioni dei redditi relative al 2006 diffusi ieri dal ministero dell’Economia, secondo i quali solo il 2% dei contribuenti guadagna piu’ di 70 mila euro. Ai cronisti che gli chiedono un commento, Brunetta ribatte : “Mi meraviglio della vostra meraviglia, nel senso che sono dati straconosciuti. Questa e’ l’Italia”. Ma il governo non fa poco per contrastare l’evasione? “Questi -replica il ministro- non sono problemi di questo o di quel governo, sono problemi strutturali, problemi della struttura produttiva italiana, della struttura fiscale del paese. Sono anche problemi di carattere tipologico: piccola impresa, famiglia e risparmio. Questa- conclude- e’ l’Italia”.

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12 Commenti a “Tre mosse per la ripresa, ma attenzione a non illudersi”

  1. federico scrive:

    e che vi frega a voi…l’auto blu e tutto il resto ve lo paghiamo noi!ladri

  2. ciccio scrive:

    Caro Ministro stai lavorando bene ma sbagli obiettivi. Sono di sinistra e del sud, potresti conquistarmi se solo ruscissi ad eliminare dalla vista quotidiana gli operai delle varie comunità montane che fanno bivacco dalle 7,00 alle 14,00 sulle stradine comunali del sud senza fare una mazza e guadagnando quanto, se non più di mè, che arranco ogni giono. Lo so sono dipendenti regionali, ma tu puoi dare una dritta alle regioni altrimenti tela prendi solo coni deboli!!!

  3. enzo sasso scrive:

    caro ministro,quella di oggi sara’ pure una scampagnata,pero’ e’ pagata con i nostri soldi,a differenza di quelle del pdl,pagate con i soldi del cavaliere.
    porta piu’ rispetto per i lavoratori,non tutti siamo fannulloni come a palazzo chigi e montecitorio.

  4. davide scrive:

    Il tuo nanismo oltre che fisico è anche politico.

  5. davide scrive:

    Quando te la prendi con i fannulloni statali va bene, ma inizia dai tuoi colleghi e dal piu assenteista di tutti.

  6. salvatore scaturro scrive:

    sig.brunetta,spero che almeno tu sia contento del tuo operato,perchè io(e non solo io)ancora non ho capito dove vuoi arrivare. una cosa è certa,non illuderti,non vi sono risultati se non quelli di aver ridotto gli stipendi di chi lavora onestamente come me,ma che da un pò di tempo,grazie a te,faccio parte di un gruppo di lavoratori odiati dagli italiani.Visto che si parla così tanto di crisi era propio il caso di ridurre ulteriormente questi vergognosi stipendi?Già perche questo mese mi sono visto togliere qualche decina di euro a causa di qualche giorno di malattia.A tal proposito voglio farti notare una tua leggerezza:
    questa decurtazione,a quanto pare, non viene applicata alla categoria delle forze dell’ordine.La motivazione sembra che sia perchè loro lavorano anche fuori,quindi sarebbero più a rischio di contrarre infezioni.Bèh io faccio l’infermiere professionale,quindi con le infezioni ci lavoro,mi spieghi come dovrei fare a non ammalarmi? Riflettici un pò su questa cosa!
    Nei tuoi discorsi dici sempre che con queste tue singolari iniziative,visto che porteranno a un guadagno economico,i soldi ricavati dovrebbero andare a premiare i lavoratori della p.a. onesti,quelli che lavorano,quelli che fanno sacrifici per arrivare a fine mese,quelli che non vengono considerati da nessuno, visto che tu stesso hai detto che non tutti sono “fannulloni”. Ma la verità è che finora non si è visto null’altro che gli effetti dei tuoi tagli a pioggia.

  7. Marco scrive:

    Buongiorno sig. Brunetta,

    Sono figlio d’immigrati Italiani e vi scrivo da la svizzera. Vorrei farvi i miei complimenti per quello chè lei sta facendo ogni giorno per (ri)dare piu dignità alla mia carissima Italia. Spero tanto che lei, possa conoscere il successo in tutte le decisioni chè abbia preso fino ad oggi. E per chi non vuole capire, mandatemeli qua in svizzera e vedrete che di assenteismo, dopo qualque mesi, non ne faranno piu, di sicuro !!!

  8. Musumeci Giuseppe scrive:

    Ecco le tre mosse del governo per la ripresa…..la prima è la imprevista distruzione di L’Aquila e dintorni(ci sarà una ricostruzione).
    Questi signori al governo, che tempo fa abbiamo cacciato in modo civile dalla porta contro il loro consenso, sono entrati dalla finestra….come tanti Lupin o tanti Mario Chiesa…insomma s’inizia a pensare che portano tanta di quella sfiga da farci tremare la terra ogni anno sotto i piedi a 9gradi della scala Mercalli.E poi è proprio vero che il cane va a mordere lo sventurato.
    Chi s’immagina di costruire il 30% di casa in più in delle zone sismiche così ad alto rischio?? Menomale che Silvio c’è….questo signore a visto troppi cartoni animati e spazia con la fantasia..e magari e convinto che gatto Silvestro esista per davvero lavorando in nero per lui .Chissà che nn sia Belpietro o Fede

  9. Musumeci Giuseppe scrive:

    Mi dispiace per me che ho una mano rotta e ci metto un ‘ora a scrivere con due dita …
    Questi dottori sfrizzano competenza da tutti i pori… maledizione.

  10. Guido E. Galasso scrive:

    Egregio Brunetta,

    perché il “certificato di malattia” per “mutua” e la prognosi relativa a lavoratori che entrano in malattia non è ancora spettanza dei medici fiscali di ASL o di INPS ma rimane ingiustamente nelle mani dei medici di famiglia?

    Perché il medico curante chiede semplicemente ai lavoratori quanti giorni vogliono di prognosi e se non fa esattamente ciò che il lavoratore chiede, rischia di perdere l’assistito: LA SOLUZIONE GIUSTA sarebbe sgravare il medico di famiglia dal lavoro di “definire” la prognosi del lavoratore o dell’incidentato.

    Delle persone vanno dal curante a dire che dopo un incidente sentono male per farsi dare i soldi dall’assicurazione…
    Se poi il medico fiscale di ASL va a controllare a casa se veramente è talmente malato da essere inabile al lavoro ma il paziente in quel momento non è in casa, si difende poi dicendo che non ha sentito il citofono (per legge difatti i medici fiscali controllori non possono telefonare ma possono solo citofonare): i pazienti trovati a casa sani a fare le proprie faccende (lavare la macchina) poi si rifiutano di firmare il referto medico legale se non è d’accordo con la prognosi formulata al proprio comodo dal medico curante.

    La diagnosi e la prognosi della malattia dovrebbero essere prerogativa esclusiva dei medici fiscali (così si crea lavoro per istituire degli ambulatori da hoc) e i medici curanti sarebbero contenti di non dover lavorare troppo e in modo solo da compiacere gli assistiti: sarebbe utile per combattere l’assenteismo (i cui amanti troverebbero strada dura).
    Ci sarebbero meno sprechi e più lavoro per i medici fiscali (che oggi non hanno alcun potere in sede giudiziaria in caso di parere contrario a quello del medico curante per la “scusa” che quet’ultimo conosce “meglio il paziente”).

    GRAZIE

    SALUTI

  11. Enrico scrive:

    Egregio Ministro Brunetta
    da semplice cittadino volevo notificarle che le indecisioni e posticipi circa il “Piano Casa” non fanno che bloccare il mercato edilizio in attesa di certezze.

  12. nicola scrive:

    Egr. Ministro, Lei è convinto che molti lavoratori, specialmente i dipendenti pubblici, in questi ultimi mesi hanno visto aumentare il loro potere d’acquisto. Io dubito. Sono un dipendente pubblico è Le dico che cerco di stare più fermo possibile, uscire meno possibile, per non farmi prendere dalle voglie di comprare qualcosa che mi farebbe anche comodo avere, ma poi le bollette non perdonano, e sono corredate di IVA a tutte le addizionali comunale, regionali ecc.Quanta se ne paga!
    Allora se si vuole aumentare la domanda interna perchè non si riduce l’IVA sui vari beni e servizi ? Potrebbe suggerirlo al Ministro Tremonti ?

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