Amo i tappeti di valore (col buco)

tappeti_persiani2
Foto di Merrick Monroe

Divaghiamo un po’. Parliamo di tappeti. Di tappeti persiani antichi. Bellissimi. Affascinanti. E costosissimi, se perfetti. Se te ne innamori, la voglia di possederli quasi ti consuma. Non me li posso permettere, non me li potrò mai permettere. Ho però scoperto che se uno splendido tappeto antico ha qualche difetto, un’abrasione o addirittura dei buchi, allora vale molto meno, quasi niente. Ripararlo non serve: l’operazione è costosa e non riporta comunque il tappeto danneggiato al suo stato originario (e al suo valore teorico).

Ci troviamo così di fronte a uno straordinario paradosso: sono sufficienti un buchetto o un’imperfezione per annullare del tutto (o quasi) il valore di un oggetto in sé magnifico e potenzialmente costoso. E’ mai possibile? Si, è possibile. Che fare? Semplice: cambiare gioco. Approfittare del valore di scambio (il prezzo) vicino allo zero e godersi senza tanti condizionamenti ideologici il valore d’uso. E quindi mettersi in casa questi tappeti, incantevoli anche perché vissuti. Magari raccontando agli amici che si tratta di eredità di famiglia e che arrivano da lontano, da molto lontano.

La casa sarà così piena di oggetti di arredamento meravigliosi, salvati dalla distruzione e senza alcun aggravio per le proprie finanze, con buchi e abrasioni “naturali”. Proprio quello che ho fatto io, con grande soddisfazione e non senza una punta di autocompiacimento.

Che i puristi, i collezionisti (quelli seri) mi perdonino. Viva insomma il valore d’uso, se mi fa star bene. Con buona pace del valore di scambio, se freddo e senza umanità. Mamma mia, che cosa seria. Ma non doveva essere una divagazione?

Tag: , , ,

17 Commenti a “Amo i tappeti di valore (col buco)”

  1. Filippo scrive:

    Non c’ è che dire Renato Bruentta è davvero un innovatore della nostra politica….Caro Ministro solo una volontà di ferro come la sua poteva lanciare la mission della rivoluzione copernicana della modernizzazione della nostra PA. E poi tanto altro…le divagazioni geniali sui tappeti l’encomio requiem per Veltroni la prolusione anti-salotti (politici si intende..) sono un Brunettiano sempre più convinto. Ministro io lasvoro nel Pdl al Senato…ditemi: come si entra nella corrente dei brunettiani???

  2. giovanni scrive:

    Bravo Ministro, aver ridotto di molto l’assenteismo è un passo (anche se piccolo) per migliorare l’efficienza della P.A.!!!
    Quando il passo più importante? Quello di fare le nomine dei dirigenti non per nomina politica ma per merito???Ora si vedono tante facce scocciate agli uffici pubblici, costretti a giocare a solitario o su vari siti!!!Bravo Ministro!!!Continui così!!!

  3. elisa scrive:

    Lodevole l’intento di ammodernare la pubblica amministrazione riducendo sprechi e assenteismo,cosa che condivido e sostengo da tempo, ciò che mi ha lasciata davvero perplessa è la modifica all’articolo che regolamenta l’accesso al regime di part time. Ora la pubblica amministrazione per cui lavoro può negarmi l’accesso all’orario ridotto che ho richiesto al rientro dal congedo di maternità per occuparmi dei miei figli di 1 e 3 anni…Sono da sempre una sostenitrice della meritocrazia: mi sono laureata in medicina perfettamente in corso e con il massimo dei voti, altrettanto brillantemente ho conseguito una specializzazione e dopo aver vinto un regolare concorso pubblico (e ci tengo a preecisare SENZA RACCOMANDAZIONI, senza mamma o papà medici ecc. ecc.)ora sono un medico che opera per il servizio sanitario nazionale. Non mi sento inclusa nella categoria dei fannulloni che il Suo decreto intende colpire; nella nostra asl lavorano tanti professionisti come me che si danno da fare e lavorano con passione, spesso sottopagati rispetto ai colleghi europei, e che tante volte riescono a sopperire alle carenza di un sistema sanitario che è stato davvero ridotto all’osso. Mi sento invece mlto penalizzata come donna e come madre nel momento in cui chiedo, a mio parere legittimamente, di avere una riduzione dell’orario di lavoro per qualche anno per occuparmi dei miei bambini. Essere madre mi gratifica quanto e più che essere medico e mi rende senz’altro un medico migliore quando mi occupo dei miei piccoli pazienti, ma evidentemente non c’è ancora in questo paese la volontà di garantire dalvvero pari opportunità alle lavoratrici che tentano di conciliare ogni giorno lavoro e vita familiare. Anzi mi pare che col Suo decreto, che peraltro come hop già detto ritengo lodevole nell’intento, si sia fatto un grande passo indietro ledendo un diritto che per le madri lavoratrici era essenziale. Non le pare che questa parte del Suo decrteo contrasti fortemente conquanto afferma il mistro Carfagna che promette una politica attenta alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per le madri lavoratrici? Ci ripensi Ministro e colpisca davvero chi al lavoro non andava pur timbrando il cartellino o che adesso ci va e comunque non fa nulla…non chi chiede semplicemente di avere il diritto di essere madre e lavortrice.

  4. Vale scrive:

    @ Giovanni:

    ok l’efficienza, ma non sarebbe ancora più interessante misuarare la soddisfazione dei cittadini in relazione alle prestazioni ricevute dalla P.A. in modo moderno?
    Per monitorare l’efficacia delle amministrazioni il governo inglese sembra voler offrire ai cittadini un sistema di feedback/ranking simile a quelli in uso su Ebay. Interessante, no?
    Per eventuali approfondimenti, segnalo il link:
    thenextweb.com/2009/03/10/uk-prime-minister-ebay-style-feedback-public-services/

  5. Francesco scrive:

    Verona 13 marzo 2009

    Gentile on. Brunetta, seguo con interesse la sua attività, le ho anche inviato sul sito istituzionale alcune slides preparate per le nostre scuole per illustrare i contenuti dell’art. 71 L. 133/2008.
    Sicuramente è a conoscenza della questione che attiene il pagamento delle visite fiscali richieste dalle scuole perchè obbligatorio richiederle.
    Tutti mi chiedono se pagare e dove trovare le risorse. E’ al corrente sicuramente della spinosa questione. Ha soluzioni da proporre e soprattutto le scuole devono pagare o no?
    Cordialmente

  6. Nedda Gilè scrive:

    Grazie Brunetta, almeno ora sono in buona compagnia! Se non altro nessuno a Lei si permetterà di darLe dello “straccione” come a me! Io mi vanto di non aver mai acquistato nulla di “firmato” o “prezioso” che non fosse danneggiato! Ovviamente quando la roba mi piace, mica perché è firmato! Di solito io compro SOLO saldi! E trovo sempre delle cose eccezionali! Basta saper cercare! Grazie ancora per i suoi insegnamenti!

  7. Giuliano Gualandi scrive:

    Semplicemente semplice quello che ha scritto sui tappeti. Ovviamente si dovrebbe applicare in molti altri campi.
    Non ceda di un passo per la riforma della PA.
    Buon lavoro

  8. Simonetta scrive:

    Caro Ministro, in merito alle assenze per malattia perchè non facciamo come in America? Si fa una stima della media dei giorni di malattia che occorrono in 1 anno (ad es. 10 gg.), liberamente fruibili previa presentazione del certificato medico esenza visita fiscale. Superata questa soglia, si procede come avviene oggi. Non si risparmierebbero così gli elevati costi della visita fiscale (che oggi viene mandata sin dal primo giorno ed anche solo per 1 giorno di malattia)? Grazie per l’attenzione e bion lavoro.

  9. caro Ministro Brunetta,
    prima di tutto, sono stupito, ma forse è un dato significativo che la parola anticorruzione non compaia in nessuna discussione, ma veniamo al dunque.

    Provengo, come Lei, dal Partito Socialista (quello vero, non quello dei furfanti e dei tangentari) ed ammetto che all’inizio avevo apprezzato, con tutte le riserve del caso, le sue intenzioni di migliorare la pubblica amministrazione.

    Ma, devo dire, Lei mi ha deluso molto.

    Con il Decreto Legge n.112 con l’art. 68, comma 6, lettera a) del recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, il suo governo ha soppresso l’Alto Commissario per la prevenzione ed il contrasto alla corruzione, creato nel 2003, le cui comptenze col nome di SAET sono state trasferite al Suo Ministero.

    Nel corso del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio scorso, Lei, Ministro Brunettta ha illustrato i contenuti del Primo Rapporto al Parlamento sull’attività del Servizio anticorruzione e trasparenza (SAeT) del Dipartimento per la Funzione pubblica.

    Con tutto il rispetto, signor Ministro, considero la sua relazione (me la sono letta tutta) una COLOSSALE PRESA IN GIRO

    leggo dal sito del Governo: (testuale)
    http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/servizio_anticorruz_trasparenza/
    Nelle conclusioni del Rapporto vengono evidenziati quali sono gli elementi più importanti per combattere la corruzione: la volontà politica, la pressione dell’opinione pubblica, e gli strumenti adatti per analizzare, valutare e trattare il rischio corruzione.

    Insomma, per sconfiggere la corruzione, secondo Lei non servono strumenti di ingagine scientifica (intercettazioni, comparazioni, rigorose statistiche sulle aggiudicazioni, profli di commissioni d’appalto, albo dei dirigenti rsponsabili dei procedimenti, autority regionali presenti nel territorio) ma è SUFFICIENTE la VOLONTA’ POLITICA, la PRESSIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA !!!!
    Si tratta di azioni per le quali SUO governo non dimostra molta passione, visto che vuole ridurre al 10% le intercettazioni e sta per approvare norme che limitano il diritto di cronaca, l’unico strumento per formare la pubblica opinione!!!
    Mi scusi la franchezza, signor Ministro, da socialista (serio) ad ex socialista (sennò non farebbe ste figuracce) lei pensa che nessuno si sia accorto che della lotta alla corruzione al Suo governo non gliene può fregà de meno?

    Mi dimostri, se può e se vuole, che Lei vuole combattere questo fenomeno molto più pericoloso e dannoso dei tanto combattuti fannulloni.

    La corruzione, come ha detto la Corte dei Conti, sta devastando la nostra debole economia ed è permeata in tutti i gangli della P.A. I corrotti ed i corruttori non sono affatto una piccola minoranza ma stanno condizionando le procedure sfruttando l’impotenza degli strumenti repressivi e la pavidità della parte sana del paese.

    Il Suo rapporto i conclude così: (spero non lo abbia letto)
    Il SAeT, dunque, vuole essere, anche se per il momento solo nelle intenzioni, una struttura all’avanguardia nel panorama europeo ed internazionale.
    Le premesse per diventarlo ci sono tutte e la volontà di esserlo dovrebbe trasparire con evidenza dal presente rapporto.

    ogni commento guasterebbe

    Giuliano Bastianello

  10. tania scrive:

    veramente una bella idea quella di non concedere più il partime alle mamme che hanno un bimbo da 1 a 3 anni..complimenti! invece di togliere il partime a quelle donne che se ne sono approfittate e che dopo il terzo anno del figlio non sono rientrate a tempo pieno ma ancora ad oggi (con i figli ventenni) hanno il loro bel partime di 4 ore! a quelle il partime lo lasciamo giustamente! e le poveracce che si trovano in difficoltà con un bimbo e non possono avere il partime cosa fanno? aspettativa? bello lavorare nel pubblico..bravo complimentoni ancora.

  11. Antonella scrive:

    pra imo non penso che lei non possa permetterseli almeno uno
    secondo è lodevole quello che dice sempre
    ma non è necessario secondo il mio punto di vista mentire sull’origine del tappetto bisogna essere coerenti fino in fondo
    Mi piace molto per quello che ha fatto è un pò una riscossa per gli onesti e silenzosi cittadini e ce ne sono tanti.
    Continui cosi’ e non si lasci condizionare dalla popolarità

  12. Antonella scrive:

    tania io lavoro nel privato ma me lo sono sognato il partime quando hai un bambino piccolo,il problema non è solo tuo è di tutte le donne e non ritengo sia giusto che quelle dell’amministrazione pubblica abbiano maggiori vantaggi
    quindi il ministro ha fatto bene
    Quello che non capisco perchè non è mai stato fatto niente
    neanche dai precedenti governi di sinistra per una politica
    seria per le donne lavoratrici che volessero fare partime
    perchè è neccessario stare con i propri figli
    ci stanno forse prendendo in giro tutti come al solito non basta dare 1000 euro di bonus è una presa in giro

  13. CG scrive:

    Sig.ra Antonella, invece di invidiare le lavoratrici della Pubblica Amministrazione, si prepari, affronti i concorsi pubblici, ne vinca uno, così potrà anche lei usufruire dei benefici del lavoro pubblico…

  14. tania scrive:

    Antonella, io è da febbraio ke lavoro nel pubblico, prima ero nel privato e se lo vuoi sapere il partime fino a 3 anni del bimbo nel privato me l’avevano dato perke’ sul mio contratto spettava di diritto (contratto commercio servizi)..quindi non sto dicendo ke i dipendenti pubblici devono avere delle agevolazioni..

  15. tania scrive:

    e un’altra cosa..a me il bonus di 1.000 euro non l’hanno dato..perke’ come tutti si saranno accorti..prima danno e poi dopo ke sono stati votati TOLGONO!

  16. giovanni scrive:

    caro renato,col mio carattere,……….a quella prepotente della bigna…avrei mollato uno scopaccione….. nazionale…
    continua così ….non voglio pensare a un italia senza silvio e senza te.ecc…

Lascia un Commento