Ma quanti sono i precari della Pubblica Amministrazione?

A proposito delle notizie su alcune norme sulla stabilizzazione dei precari mi preme sottolineare che non c’è nessuno schema di decreto legge, tanto meno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri, sui precari della Pubblica Amministrazione. Quindi non capisco il polverone alzato dai sindacati e da alcuni partiti dell’opposizione su questa falsa notizia.

Il problema dei cosiddetti precari esiste ed è il prodotto dell’irresponsabilità del Governo Prodi che non solo non ha risolto il problema, ma lo ha ulteriormente aggravato. Ricordo che la norma sul tetto massimo dei tre anni di durata dei contratti flessibili è stata voluta dal Ministro Damiano e che le norme sulla stabilizzazione, che tanto invocano i sindacati, cesseranno, come ha scritto il mio predecessore on.le Nicolais nella circolare n. 5 del 2008, il 31 dicembre 2009.

Quindi le norme del Governo Prodi, peraltro in vigore da circa tre anni, non hanno risolto il problema dei precari, ma hanno garantito solo una proroga dei contratti.

Il problema però esiste ed il Governo se ne è fatto carico nel disegno di legge collegato alla finanziaria. Infatti nell’atto Senato n. 1167 c’è una norma, già approvata dalla Camera, che prevede per il 1° luglio 2009 l’abrogazione delle norme sulla stabilizzazione. Ciò al fine di avviare un monitoraggio capillare su tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti e le relative modalità di assunzione adottate dalle singole amministrazioni, nonché il numero di vincitori di concorso in attesa di assunzione.

Le  amministrazioni comunicheranno al Dipartimento della funzione pubblica tali dati ed entro il mese di maggio io, di concerto con il Ministro Tremonti, sentiti i Ministri interessati, emanerò un decreto che stabilirà le regole per una eventuale prosecuzione dei contratti fino all’espletamento delle procedure concorsuali riservate previste dalla stessa norma.

La norma ribadisce il principio costituzionale del concorso pubblico per accedere alla pubblica amministrazione e garantisce un percorso a coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro con l’amministrazione. Inoltre, la norma  mira finalmente a far luce sui dati effettivi del fenomeno del precariato della Pubblica amministrazione al fine di adottare le misure appropriate per risolvere il problema senza scavalcare i principi costituzionali e i diritti di coloro (tantissimi) che regolarmente hanno vinto un concorso pubblico  e ancora attendono di essere assunti.

Il metodo previsto dal disegno di legge è stato già adottato dal mio Dipartimento per gli enti di ricerca e abbiamo scoperto che il numero dei precari non raggiungeva le 2.000 unità.

Pertanto è mia intenzione avviare fin dalla prossima settimana, anche prima dell’approvazione del disegno di legge, il monitoraggio del precariato della pubblica amministrazione al fine di verificare, una volta per tutte, l’esatto numero dei contratti flessibili.

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72 Commenti a “Ma quanti sono i precari della Pubblica Amministrazione?”

  1. L'Imprenditore scrive:

    Caro Ministro

    il problema è che, visto da fuori, i precari sono stati un modo per evitare i vincoli per le assunzioni.

    E l’impressione è che come troppo spesso è accaduto nulla è più stabile delle cose temporanee nella pubblica amministrazione.

    E che quindi alla fine si passerà da precari a tempo indeterminato.

    Senza avere una chiara idea del perché ci volevano i precari in una PA che, sempre vista da fuori, mi pare di dipendenti ne abbia già in abbondanza.
    Con una bassa produttività dovuta a volte ai metodi di lavoro ma spessissimo a come viene gestita e ai collaboratori stessi.

    Complimenti per l’apertura.
    La speranza è che riusciate anche ad “ascoltare” e non si preoccupi per gli insultatori.
    Arriveranno
    Urleranno
    non faranno proposte se non demagogiche.

    Saluti

  2. Mauro Amore scrive:

    Il programma non fa una grinza, azzerare per poi monitorare la situazione e sistemare dove serva. Ci sono cose che non convincono:

    1) Se con la legge Prodi, le stabilizzazioni “moriranno” a dicembre 2009, che bisogno c’è di una legge ad hoc che semplicemente ne anticipa la dipartita di 6 mesi? Tanto più che per l’anno 2008 non sono stati assegnati fondi per le stabilizzazioni.

    2) Perché azzerare e poi monitorare e non fare invece il contrario? Meglio intervenire su una situazione conosciuta che su una ignota. A cosa serve questa fretta?

    Il fatto è che da un lato c’è una legge in corso di approvazione che cancella dei diritti (c’è gente che si è fatta una famiglia o un mutuo sapendo di essere nelle liste di stabilizzazione) e dall’altro solo “parole” su futuri fantomatici provvedimenti ad hoc.

    Il fatto, poi, che ci sono settori della P.A. dove il personale è sovrabbondante e altri dove è fortemente sottodimensionato, ci è palesemente davanti agli occhi. Ma questo si risolve con la mobilità e la riqualificazione non con il licenziamento dei precari.

  3. Rosato Maria scrive:

    Buon giorno ministro chi scrive è una precaria della P.A.da ormai 13 anni.Inutile dirle che questo tipo di soluzione non ha avuto effetti sulla qualità e quantità del servizio reso ai cittadini:
    1)i lavoratori alle dipendenze delle coop vivono con un misero stipendio e mi scusi se aggiungo da fame.
    2)l’appalto dato alla coop ha un costo,che i cittadini pagano di tasca propria in tasse,la maggiore parte del guadagno lo ha la stessa coop che investe nel proprio luogo di appartenenza.
    3)la dignità del lavoratore stà sempre al momento del rinnovo dei contratti in quanto molte famiglie non sanno mai se sperare in un futuro.Noi ci definiamo gli extracomunitari di serie B.Mi scusi ministro dello sfogo ma questo tipo di soluzione lavorativa ci ha minato l’animo la dignità e la voglia lavorativa.Un saluto sperando sempre fedele in soluzioni ponderate che riflettono i principi dell’art.31 della costituzione italiana.

  4. Prof. Brunetta, licenzi i “Dirigenti furbacchioni”!!!

    Egregio e stimato Ministro, vorrei ricordare le sue stesse parole in un intervento pertinente (“Fannulloni d’Italia”): il pesce puzza dalla testa!
    E’ opportuno e giusto richiamare chiunque al proprio dovere e punire esemplarmente i fannulloni di stato, parastato e di ogni altra categoria privilegiata. Ma è anche indispensabile dare il buon esempio, partendo dal chieder conto a chi ha diretto questo popolo di burocrati grazie a nomine politiche, a chi si è circondato di dirigenti e collaboratori incapaci ma di fiducia, a chi ha mortificato il merito promuovendo la condiscendenza e gli “yes-man”, contribuendo a livellare il management nazionale su livelli di mediocrità, permettendo il lassismo degli impiegati per mancanza di autorevolezza e per assenza di obiettivi da raggiungere e perseguire, se non i propri personalistici interessi (molto spesso illeciti).
    Dunque, Signor Ministro, licenzi in tronco i dirigenti più inefficenti e strapagati e li sostituisca con giovani e validi manager.
    Ciò darà, non solo un cospiquo aiuto alle disastrate finanze statali, ma soprattutto un buon esempio: ai giovani, che sperano nella restaurazione della meritocrazia, ma anche a a tutti coloro che si ritengono ingiustamente condannati dal sommario giudizio di “fannulloni”. Molti di coloro che attualmente sono considerati tali, sarebbero invece disponibili ad un riscatto morale e professionale, se solo fossero guidati da veri dirigenti, che abbiano poteri e responsabilità coerenti e bilanciati, obiettivi misurabili in base ai quali valutare le loro prestazioni e la possibilità di premiare e punire i propri collaboratori in funzione delle performance, per poter formare team efficienti.
    Se avrà il coraggio di effettuare epurazioni eccellenti, non legate a logiche di spoil system ma al risultato evidente di gestioni disastrose (senza peraltro offrire ai boiardi in questione “scivoli” e buonuscite da favola), si ritroverà al suo seguito un esercito entusiasta di “fannulloni per caso o per frustrazione” (fra i quali molte persone competenti e d’esperienza), non già come una novella armata Brancaleone, ma come un popolo smarrito alla ricerca del riscatto della propria dignità.
    Questa, a mio modesto avviso, è la strada maestra da percorrere, il segnale forte da dare…e se vorrà darlo, Le diciamo grazie fin d’ora e le saremo al fianco.

  5. Danx scrive:

    Per il futuro, spero che i Governi non assumano più precariamente, ma che assumano solo i meritevoli e solo per vere necessità durature.
    Altrimenti si rischia di creare posti di lavoro che, col passare degli anni, rischieranno, come vediamo ora, di non dare garanzie ai poveri lavoratori presi in giro da chi in passato prometteva mari e monti!

  6. graziellina scrive:

    >>> Egregio dott. Brunetta,mi congratulo con Lei per tutto quello che sta facendo per la pubblica amministrazione, avevamo bisogno di uno come Lei, uno che desse uno scossone a tutti questi “fannulloni”.Le sembrerà strano ma, io son daccordo con Lei.
    Le auguro buon lavoro Graziellina dipendente ministeriale.

  7. Marittimo scrive:

    E’ un bene risolvere la questione del precariato nella pubblica amministrazione…ma ai MARITTIMI che sono precari da 20-25 anni
    con le società del gruppo Tirrenia di navigazione ci pensate?
    soprattutto adesso che si sarà la privatizzazione cosa dobbiamo aspettarci altri 20 anni di precariato prima di andare in pensione? Cercate di sistemare queste persone prima di privatizzare. GRAZIE Onorevole Brunetta.

  8. SARA scrive:

    Nelle scuole in particolare nell’Istituto dove lavoro io, tre mie colleghe di ruolo da tantissimi anni sono spalleggiate e protette dal D.S.G.A (gli ex segretari).
    Fanno pause di continuo e lunghe chiacchierate a posto di lavorare e il prorio lavoro lo facciamo chi già di suo lavoro ne fa fin troppo( ma loro si prendono lo stipendio).
    Non rispettano l’orario di arrivo e di uscita e segnano ore sempre in più( ancora da noi ci fanno usare il famoso registro e non il cartellino elettronico).
    Quel che peggio e grave che si sentono forti xchè coperte dal D.S.G.A e usano un atteggiamento mafioso nei miei confronti e nei confronti delle altre colleghe d’ufficio convinti che x paura cediamo ai loro atteggiamenti e insulti arroganti e facciamo domanda di trasferimento presso altro Istituto.
    Gent.mo Ministro mi spiega come fa parlare di Meritocrazia se nella mia scuola chi lavora riceve minaccie e chi spadroneggia senza lavorare riceve soldi e onori?
    Nella mia scuola che si trova nella provincia di Milano i benifici li hanno i fannulloni xchè appoggiati dai capi.
    Verbalmente ho sempre riferito al Preside ma lui mi risponde che il nostro Direttore è il D.S.G.A e che lui non può intervenire…io non mi sento tutelata
    Grazie Onorevole Brunetta.

  9. stefania scrive:

    Le vorrei chiarire alcuni aspetti rispetto al precariato nel settore servizi sociali: i Comuni e in particolare i più piccoli negli anni non hanno avuto modo di inserire in organico le professionalità del sociale che pertanto sono state assunte, a partire dalla riforma L.328/00 con la definizione dei distretti sociali, con contratti di tipo flessiile, quasi tutti co.co.co. dall’Ente capofila del distretto che non ha modo di stabilizzare in quanto non può farsi carico del personale per tutti i Comuni del Distretto e il Distretto sociale non ha alcun riconoscimento giuridico ma è solo “territoriale”. La preghiamo di voler discutere con il Ministero della solidarietà sociale e con le Regioni la particolarità di questo settore, che necessità di professionalità certe e di un basso livello di turn over, visto che si occupa di prese in carico di singoli cittadini. Nella nostra città il 90% delle persone inserite nel settore servizi sociali(assistenti sociali, psicologi, educatori ecc) sono a contratto flessibile. E’ così, secondo lei che si possono erogare prestazioni di qualità?
    Nella speranza che possa accogliere tale segnalazione la ringraziamo anticipatamente.

  10. Mary scrive:

    Le volevo esporre un grave problema : purtroppo, caro Ministro, la questione dei precari nella Pubblica Amministrazione non è così facile da censire, perchè spesso gli i servizi comunali (tipo doposcuola, biblioteche, servizi sociali,incarichi vari), per spendere meno e avere meno rogne vengono affidati “in convenzione” a cooperative e associazioni varie, che poi a loro volta con co.co.pro. che durano anni anni e anni “assumono” dei giovani lavoratori per lavori che dovrebbero in realtà essere fatti da un dipendente comunale e non da un co.co.pro., essendo “servizi” permanenti e non, appunto “progetti”. In questo credo che la legge sui contratti a progetto parli chiaro: questa tipologia di servizi al pubblico non sarebbero incarichi “temporanei”, ma permanenti, e quindi è illegale, dico ILLEGALE, continuare ad utilizzare i co.co.pro. Se poi si domanda di essere regolarizzati, ci si sente rispondere “Ma non siamo noi, è il Comune che non ci dà soldi perchè non ne ha…” Ecc. Ecc.
    QUESTO E’ UN PROBLEMA GRAVISSIMO
    Vorrei sentire altre voci in proposito e, naturalmente, la Sua opinione
    GRAZIE

  11. articolista siciliana scrive:

    Gent. mo Sig. Ministro,
    Sono una lavoratrice di serie B mi definisco così perchè da 20 anni sto aspettando che l’ente comune che mi utilizza, finalmente si accorga che sto compiendo 50 anni e che molto probabilmente non potrò avere neanche una pensione, perchè pur avendo tutti i doveri di un lavoratore non ho mai avuto i diritti, i quali, calpestati dalle istituzioni e dallo Stato, che non mi ha messo in condizioni di garantirmi un occupazione stabile pur essendoci tutti i presupposti, senza, l’incubo del rinnovo del contratto. Ministro mi dica un pò, non pensa che il mio concorso sia durato abbastanza?
    La saluto cordialmente

  12. Alessio scrive:

    Caro Ministro.
    Quale futuro per noi Vigili Del Fuoco volontari (precari).
    Precario con un eta` di 37 anni, mai iscritto ad alcun sindacato, fuori termine per essere stabilizzato nella P.A……..che fare?
    Vorrei sentire la Sua opinione.
    Sicuro di una sua risposta anche se negativa ringrazio anticipatamente.
    Cordiali Saluti.

  13. SERENA scrive:

    CARO MINISTRO,
    DOPO AVER LAVORATO, PER LA P.A., PROVINCIA DI FORLI’ SERVIZIO AGRICOLTURA, PER 7 ANNI CON CONTRATTI MISTI:TEMPO DETERMINATO,CO.CO.CO E CO.CO.PRO A MAGGIO 2008 NON MI E’STATO RINNOVATO IL CONTRATTO.
    SECONDO LORO NON RIENTRO NELLA STABILIZZAZIONE PERCHE’ NON SONO DIPLOMATA.
    SONO ENTRATA COME OPERATORE AL COMPUTER TRAMITE UNA SELEZIONE FATTA AL CENTRO PER L’IMPIEGO E UNA PROVA FATTA PRESSO LA P.A (SUPERATA).
    HO LAVORATO SENZA FARE FERIE PER 7 ANNI. E ORA MINISTRO COSA POSSO FARE? HO 50 ANNI.
    COME MAI PER 7 ANNI IL MIO LAVORO ERA ECCELLENTE ANCHE SENZA DIPLOMA E PER LA STABILIZZAZIONE INVECE NON VADO BENE?
    GRADIREI UNA RISPOSTA E UNA SOLUZIONE.
    GLI SPRECHI? POTREI SCRIVERE UN LIBRO.
    BUON LAVORO

  14. Luca scrive:

    Abbiamo lavorato per un decennio per il Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino con vari contratti a co.co.co e poi a TD svolgendo mansioni che l’ente era tenuto ad adempiere. Abbiamo svolto i concorsi come richiesto dalle leggi finanziarie per il 2006 e il 2007 e alle scadenze dei contratti, 31/12/2008, l’amministrazione ci ha lasciato a casa, nonostante ci siano tutte le condizioni per essere assunti, affidando il lavoro da noi precedentemente svolto a consulenti esterni. Perchè l’amministrazione rinuncia alle nostre professionalità, e se lavoravamo da un decennio vuol dire che eravamo qualificati, agli investimenti fatti sulla nostra formazione e conoscenze a favore di esterni? Perchè l’amministrazione è libera di far quello che vuole, dichiarando anche il falso, senza rendere conto a nessuno? Forse non è questo un caso lampante di cattiva amministrazione non imputabile ai pubblici dipendenti? Perchè siamo “obbligati” a tutelarci legalmente dalla pubblica amministrazione? Spero vivamente nel suo interessamento, cordiali saluti.

  15. enza scrive:

    gentile Ministro,
    ho 35 anni e da quando ne avevo 22 ho avuto diversi incarichi presso il Ministero della Giustizia a Milano e a Firenze e in 10 anni ho lavorato come Operatore giudiziario di 5° livello per un totale di 3 anni per la Pubblica Amministrazione, si perché nella mia provincia hanno lavorato a tempo determinato solo i “figli di” tra l’altro con una qualifica triennale e non col diploma…
    In questo periodo ho avuto modo di vedere questi statali che lamentano un misero stipendio (di almeno 1.200 euro al mese) come si ammazzano di lavoro…tra pause, pranzi consumati durante l’orario di lavoro, mercatini e quant’altro…
    Naturalmente tra un periodo e l’altro ho dovuto accettare impieghi presso aziende private e non le dico…ad esempio da quasi tre anni lavoro presso un privato per 7 ore e mezza al giorno a 600 euro al mese…mi dica lei,
    grazie per lo sfogo e buon lavoro

  16. ANTONIO GIUGNO scrive:

    LAVORO NEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, COME INFERMIERE PROFESSIONALE DA CIRCA 6 ANNI, ORA LA SANITA’ PENITENZIARIA E PASSATO ALL A.S.L. DI APPARTENENZA (CONTRATTO DI LIBERO PROFESSIONISTA CON PARTITA IVA)VOLEVO SAPERE CHE FINA FAREMO?
    PROMETTO CHE CI SONO DEI INFERMIERI CHE LAVORONO ANCHE IN ALTRI POSTI (ASL, OSPEDALI, CLINICHE PRIVATE ECC. ECC.)
    MA IO (E GLI ALTRI INFERMIERI DI TUTTA L’ITALIA, CHE LAVORO SOLO IN CARCERE, CHE COSA SARA’ DI NOI?
    LA RINGRAZIO DELLA RISPOSTA CHE MI DARA’
    LA PREGO DI RISPONDERMI
    GRAZIE

  17. Francesca Sanna scrive:

    Gent.le Ministro,
    credo che molti contratti atipici siano stati fatti daglia enti pubblici perchè non si potevano o volevano fare concorsi.
    Credo inoltre che noi precari da oltre 10 anni, che a tutti gli effetti siamo lavoratori “subordinati e a tempo pieno”, abbiamo tutti i doveri dei dipendenti a tempo indeterminato e nessun diritto.
    Ricopriamo un posto o vacante o comunque che è necessario per il funzionamento dell’ente.
    Le chiedo, inoltre, siccome Lei ha dichiarato di aver scelto i suoi collaboratori per il merito, se loro hanno fatto un concorso pubblico o è a Sua discrezione la selezione.
    Spero che Lei dia merito a tantissimi lavoratori dei sacrifici che fanno, e CI tolga da una situazione di vita in cui:
    - ogni fine anno non si sa se è possibile un rinnovo di contratto;
    - non si può chiedere un mutuo a meno che non si abbia qualcuno che garantisca per te;
    - non si possono fare progetti.
    Questa vita da precario fa ammalare, glielo garantisco.
    Io sarei pronta a passare da un posto all’altro offrendo la mia professionalità, ma è un’utopia, non esiste un mercato del lavoro simile!
    Le auguro buon lavoro e cordiali saluti
    Francesca

  18. Francesca Sanna scrive:

    Ah… dimenticavo.
    Ho 46 anni, e le persone che conosco precarie come me hanno come età media i 40 anni.
    Saluti

  19. olivia scrive:

    Gent.le Ministro,
    anch’io come tanti sono precaria della P.A. da anni ormai, anche se dal 2008 mi ritengo fortunata prima di tutto per avere un full-time e poi per un contratto (staff) che, se pur a tempo determinato, mi offre più garanzie dei precedenti (co.co.co., poi divenuto co.co.pro. ma sempre tramite cooperative). Come se non bastasse il mio impiego è nel settore culturale, la “cenerentola” dei servizi pubblici, quindi ancora meno tenuto in considerazione.
    Concettualmente sono d’accordo con lei circa le assunzioni tramite concorso, ma si è mai chiesto come si potrebbe sentire chi, arrivato al tanto agognato concorso, si vede sfumare ogni speranza perchè “scavalcato” da un partecipante più giovane, o semplicemente da qualcuno che non lavorando può dedicarsi solo allo studio (che peraltro non ritengo un elemento discriminante di valutazione: a cosa serve sapere a menadito ogni singola parola del manuale di preparazione dei concorsi, se poi non si è in grado di saper svolgere la professione richiesta? L’esperienza sul campo allora a cosa serve?)? Forse in questo caso si potrebbe veramente ricorrere alla tanto declamata quanto inutilizzata “meritocrazia”, perchè il più delle volte noi precari ci facciamo veramente un “mazzo così” nella speranza che prima o poi accada il miracolo. E non si tratta del cosiddetto “posto fisso” per poi adagiarsi sugli allori, ma semplicemente di una forma di sicurezza che l’intero sistema del paese Italia rende necessaria. Se ci fosse veramente un mercato del lavoro flessibile in cui spendere la propria professionalità in maniera per così dire allargata non esisterebbe il problema del precariato, ma purtroppo in Italia non è così: qui c’è la precarietà ma non la flessibilità.
    Scusi lo sfogo, ma siccome nonostante tutto condivido gran parte del suo operato, ho ritenuto esporle la mia opinione in proposito. Grazie e buon lavoro.
    Olivia

  20. Giuseppe scrive:

    CARI BRUNETTA E TREMONTI,
    LA SICILIA SE NE FA UN BAFFO DELLE NORME STATALI.
    IL GOVERNATORE LOMBARDO HA, INFATTI, DICHIARATO ALLA STAMPA CHE LE NORME STATALI IN MATERIA DI STABILIZZAZIONE IN SICILIA NON SI APPLICANO E CHE STABILIZZERA’ TUTTI I PRECARI.
    QUI DA NOI, ANCHE SE NON ABBIAMO I SOLDI PER FAR QUADRARE IL BILANCIO REGIONALE E DOBBIAMO RICORRERE ALL’ESERCIZIO PROVVISORIO CI PERMETTIAMO IL LUSSO DI DEROGARE AL DECRETO BRUNETTA E FARE COME CI PARE E PIACE.
    TANTO SE LA SICILIA ANDRA’ IN BANCAROTTA NON PAGHERANNO CERTO I POLITICI CHE HANNO CAUSATO IL DANNO PER OVVI MOTIVI CLIENTELARI.
    A PAGARE SARANNO SOLO I SICILIANI ONESTI.
    ORA TUTTI QUI ASPTTANO COME UNA MANNA I FONDI FAS NON PER FINANZIARE OPERE PUBBLICHE MA PER FORAGGIARE I PRECARI.
    VIVA L’AUTONOMIA SICILIANA A “TRASI E NESCI” (tradotto per i nordici a convenienza).
    Giuseppe.m

  21. CARMELA scrive:

    Gentile Ministro,
    condivido quanto già affermato da qualcuno che in Sicilia il precariato è stato portato alle sue estreme conseguenze da una classe politica e sindacale priva di scrupoli.
    Da anni assisto disgustato alla politica sconsiderata dei deputati siciliani che, pur di assicurarsi un futuro elettorale, hanno speculato e continuano a speculare non solo sulla pelle dei precari, ma, cosa ancor più grave, sulla pelle delle migliaia di cittadini che sono rimasti, per svariati motivi, fuori dal circuito del precariato e che rischiano, anzi vi è quasi la matematica certezza, di restare esclusi da ogni possibilità di potere partecipare ad un pubblico concorso.
    Sono quindi assolutamente d’accordo con chi ritiene che tra precari e cittadini comuni, tagliati fuori dalla possibilità di un pubblico concorso, i più “fottuti” sono questi ultimi (violazione dell’art. 3 della Costituzione).
    I politici siciliani, sia di destra che di sinistra, hanno da sempre (ma in questi ultimi anni ancor di più) alimentato il precariato (per accrescere la loro forza elettorale sistemando amici e parenti) essendo l’unico strumento per bypassare non solo la costituzione (in particolare l’art. 97 che prevede l’
    obbligatorietà del concorso pubblico per l’accesso alla pubblica
    amministrazione) ma anche tutte le leggi vigenti in materia di pubblico impiego (D.lgs 165/2001 che prevede, tra l’altro, la necessità di una pianta organica e la vacanza del posto in pianta organica).
    Non che in altre regioni d’Italia il precariato non esista o non sia mai esistito, purtroppo, in Sicilia parliamo di numeri da capogiro. Per anni si è andati avanti con un sistema clientelare e oggi se ne pagano le conseguenze.
    Negli ultimi 20 anni è stato creato un gigantesco bacino trasformatosi in un inesauribile serbatoio di voti.
    Si parla di 70 mila o 80 mila unità che il Governo regionale ha dichiarato, recentemente, di volere stabilizzare in barba
    non solo a tutte le leggi ordinarie e costituzionali vigenti ma soprattutto in barba alle precedenti dichiarazioni di questo Governo guidato da Lombardo che mirava ad un alleggerimento del già mostruoso apparato burocratico e ad una drastica riduzione della spesa corrente.
    Oggi, comunque, la situazione è diventata ingestibile.
    Analizziamo, ora, un altro aspetto della problematica.
    Questa politica ha fatto sì che alla Regione Siciliana gli assunti con regolare concorso siano solo una sparuta minoranza e, per di più, penalizzati rispetto a coloro che sono, invece, entrati ope legis ai vertici dell’amministrazione.
    Oggi si parla tanto dei fannulloni, della scarsa efficienza dei dipendenti pubblici e della scarsa qualità dei servizi offerti dalla pubblica amministrazione.
    Ma si è mai chiesto nessuno il perché di questo fenomeno?
    Si è mai chiesto il ministro Brunetta se alla base non vi siano carenze motivazionali e mancanza di incentivi soprattutto di carriera?
    Che motivazioni possono avere i dipendenti pubblici quando rischiano di essere assunti e pensionati con la stessa qualifica?
    Ma questo non interessa a nessuno, tanto meno al ministro Brunetta che sta costruendo un personaggio attorno a se senza alcuna volontà di risolvere i veri problemi.
    GRADIREI UNA SUA RISPOSTA A QUESTA MIA DOMANDA MA, AHIME’! SO GIA’CHE QUESTE MIE PAROLE RESTERANNO LETTERA MORTA.
    IL PRESIDENTE BERLUSCONI HA GIA’ DIMOSTRATO DI NON VOLERE RINUNCIARE AL BACINO ELETTORALE SICILIANO (VEDI IL CASO DELLA VORAGINE AL COMUNE DI CATANIA)
    Carmela

  22. Maria Pia Capasso scrive:

    Bravo Signor Ministro, Complimenti!!!
    Vada avanti per la sua strada, tenga duro! Ci voleva finalmente un Ministro come lei per mettere un po’ d’ordine nella Pubblica Amministrazione!
    Io sono un dirigente medico pediatra, in servizio da un ventennio
    presso un ospedale della provincia di Caserta.
    Da sempre assistiamo a valanghe di giorni di malattia, veri o presunti e finalmente……le nuove disposizioni in materia di assenteismo!!!
    Per quanto riguarda poi i premi ai dipendenti piu’ solerti e produttivi…. chi è che stabilisce come vengono assegnati?
    Chi controlla i controllori?
    E poi il ruolo dei sindacati deve essere assolutamente ridimensionato!!! Comunque,condivido in pieno il suo operato!
    Grazie e buon lavoro!!

  23. Luisa Forte scrive:

    Caro Ministro Brunetta,io sono un tecnico di laboratorio precario dal 1997,assunta quale vincitrice di avviso pubblico .Da otto anni lavoro presso lo stesso reparto dello stesso ospedale, svolgo le stesse mansioni di coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato.Sono sposata ho due figli studenti e ho quarantatrè anni.Cosa mi devo aspettare per i prossimi mesi?

  24. stefania scrive:

    Ministro, per una volta concordo con Lei.
    Sono un funzionario della p.a., immessa nel ruolo amministrativo dopo un concorso pubblico.
    Non ho mai digerito questo aggiramento dell’ostacolo costituzionale del concorso, poichè ho vissuto sulla mia pelle i favoritismi spesso fatti a “colleghi” interinali/somministrati entrati a pieno titolo, e con che spavalderia!, in vigenza di graduatorie di precedenti procedure concorsuali, dopo un colloquio avuto con l’agenzia di somministrazione e in barba ai criteri di selezione e merito (senza tra l’altro garantire quella professionalità che giustificherebbe il ricorso a contratti del genere).
    Dovrei forse accettare a cuor leggero che il loro contratto si trasformi a tempo indeterminato e solo perchè hanno svolto percorsi professionali nella mia stessa amministrazione? e allora il mio di percorso? non meriterebbe altrettanta attenzione?
    Giusto il censimento di quanti sono, del modo in cui sono entrati e dei criteri con cui dovrebbero diventare “di ruolo”; ancor più giusto pretendere dalle amministrazioni le dovute giustificazioni (anche dinanzi alla Corte dei Conti) per il ricorso ad uno strumento contrattuale in contrasto con il dettato costituzionale e con diverse sentenze della stessa Corte Costituzionale.
    Vada avanti così!!!!!! e non creda che Chi non risponderà al censimento NON abbia precari nelle proprie fila!

  25. RICCARDO scrive:

    egregio signor ministro, mi congratulo con lei per qst tentativo di restaurazione della P.A.
    A tal proposito vorrei chiederLE:sono un ITP dell’istituto professionale alberghiero e quello in corso è per me il quinto anno di insegnamento.sono un precario incluso in 3 fascia.Prevede per noi itp un imminente corso abilitante?sono ormai 5 anni che non ne esce uno, anni comunque trascorsi in classe e per garantire un servizio alla pubblica utenza.Non chiedo un contratto a t.i.anche se ci spero, ma Le chiedo la possibilità di poter concorrere ad ottenerlo al più presto.Mi illumini…la prego.GRAZIE

  26. Laura scrive:

    Gentile Ministro, sono un’insegnante di scuola Primaria, attualmente ho 30 anni. La mia prima supplenza risale al marzo 1998. Sono orgogliosa della gavetta fatta perché mi ha dato molto dal punto di vista professionale. Oggi sono supplente annuale, con incarico dal Provveditorato. Nel 2004 mi sono iscritta al corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria per due motivi: primo perché ritenevo necessario un aggiornamento, secondo per prendere l’abilitazione, visto che il corso abilitante riservato per i precari promesso nel 1999 tardava ad uscire (uscito poi nel 2006/7 circa). Nonostante supplenze annuali, nel 2008 mi sono laureata, con la specializzazione per il sostegno e per la lingua inglese. Che ne sarà di me???? Mi hanno “obbligata” a riprendere gli studi con la promessa del ruolo, ed ora? 11 anni di precariato…4 anni di università (privata)….punteggio del lavoro svolto durante il percorso di studi non riconosciuto (invece che premiare la doppia fatica)…mutuo da pagare…
    Io AMO il mio lavoro e non voglio perderlo. Sto sacrificando la mia vita per questo. Che prospettive ci sono per me e per chi si trova nelle mia stessa situazione???
    Sono d’accordo con Lei per il discorso fannulloni (nelle decine e decine di scuole in cui ho girato ne ho visti troppi) e per molti altri aspetti, ma sono quasi disperata per il mio futuro.
    Cordiali saluti, Laura.

  27. Clara scrive:

    Gentile Ministro Brunetta,
    sono una giovane (si fa per dire, ho 31 anni) insegnante di latino e greco. Da ormai tre anni lavoro con le supplenze annuali del provveditorato, non ho potuto fare l’ultimo concorso del 2000 (ormai 9 anni fa!) e mi sono dovuta “accontentare” della tanto vituperata SISS, con tanto di pagamento, esami ininterrotti, corsi obbligatori. Dopo due anni, e dopo aver conseguito l’abilitazione con il massimo dei voti, ho cominciato a lavorare nella scuola; all’attivo ho anche un dottorato di ricerca in filologia classica e diverse pubblicazione. Sono attualmente al secondo posto nella graduatoria permanente (ormai sembra “ad esaurimento”) della mia provincia. Cosa ne sarà di me? E’ vero che non ho potuto sostenere il concorso a cattedra; ma è pur vero che non è dipeso da me (nel 2000 avevo 21 anni e frequentavo l’ultimo anno di unoversità). Il concorso è stato sostituito dalla SISS, ed è stata l’unica possibilità per chi, come me, aveva (ed ha ancora, nonostante le pessime condizioni in cui lavoriamo) un grandissimo amore per questo lavoro. Sono sposata e sto per avere un bimbo. Le sembra giusto che io debba lavorare con la tensione di dove sarò l’anno prossimo, se avrò ancora un incarico o meno? Questa assurda precarietà rischia, senza dubbio, di avere effetti negativi anche sull’entusiasmo e la produttività di noi “precari recenti”. Mi piacerebbe molto avere una sua opinione sull’argomento, Sentiti ringraziamenti Clara

  28. Gentile Ministro,

    lei dichiara che la norma ribadisce il principio costituzionale del concorso pubblico per accedere alla pubblica amministrazione e GARANTISCE un percorso a coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro con l’amministrazione.

    Se davvero vuol fare luce sul fenomeno del precariato della P.A. e garantire i diritti di coloro che regolarmente hanno vinto un concorso pubblico e ancora attendono di essere assunti, non sarà sufficiente il suo MONITORAGGIO.

    La nostra amministrazione sta facendo di tutto per NON assumerci, nonostante i diritti acquisiti dalla Finanziaria 2007 e 2008.
    Siamo 97 lavoratori tecnici amministrativi, tutti vincitori di concorso pubblico con attività continuativa in un Ateneo definito NON VIRTUOSO almeno da 7, 8 o 10 anni, prima con contratto a tempo determinato e poi co.co.pro.
    Il 30 giugno ci scadrà il contratto e non se ne vede la luce…

    Non tutti i casi sono uguali.
    La invito a vigilare veramente su quanto sta accadendo all’Ateneo fiorentino o verrà leso un principio costituzionale!!!!

    Saluti, Sabrina

  29. bruna scrive:

    Alla Cortese attenzione del
    Ministro Renato Brunetta

    Somaglia 13-03-2009

    Oggetto: Ricorso amministrativo per mancata immissione in ruolo di persona con disabilità

    Mi chiamo Bruna Chianello ,sono collaboratrice scolastica presso la scuola secondaria di I grado
    “Gen.Griffini”di Casalpusterlengo (Lodi) e presto servizio presso la sede associata “Mario Borsa” di Somaglia ,di cui sono residente in via Monteoldrado n°7.
    Scrivo questa lettera per esporvi il mio problema.
    Mi sono inserita nelle liste ad esaurimento del Provveditorato di Lodi nel 2007 come riserva, con 26 mesi lavorativi e allegando il riconoscimento di invalidità rilasciato dalla competente ASL .
    Tuttavia ,l’invalidità al 50% non mi è stata riconosciuta sufficiente per essere ammessa come riserva ,in quanto occorreva ,secondo il Provveditorato,un’invalidità di almeno il 67% .
    Pur avendo la possibilità di far ricorso ,essendo disoccupata dal 9-06-2007 ,rinunciai .
    Nel luglio del 2007 ,ottengo la nomina al 30 giugno come collaboratrice scolastica presso la sede associata di Somaglia della scuola secondaria di I grado “Gen.Griffini “ di Casalpusterlengo ,dalla segretaria vengo a sapere che per l’immissione in ruolo come riserva bastava un’invalidità del 46%.
    Nell’aprile del 2008,ripresento la richiesta di inserimento come riserva nelle graduatorie ad esaurimento del Provveditorato di Lodi ,allegando nuova documentazione relativa alla mia invalidità ,nel frattempo peggiorata .
    Anche questa volta non sono stata accettata, in quanto occupata al momento dell’aggiornamento delle graduatorie.
    Questa vicenda mi fa pensare che l’invalidità è riconosciuta dal Provveditorato solo se si è disoccupati .
    Purtroppo ,però,l’invalidità non è qualcosa che si sceglie e,a mio avviso,un invalido dovrebbe essere in un certo modo favorito,come del resto prevede la legge stessa,che stabilisce appunto che i datori di lavoro,sia pubblici che privati, hanno l’obbligo di assumere persone disabili anche mediante chiamata nominativa,scegliendo tra gli aspiranti che si sono autocandidati presso l’ente o consultando la graduatoria unica.
    Vi chiedo cortesemente di indicarmi come comportarmi per non subire ulteriori ingiustizie ,tenendo conto anche del fatto che i tagli previsti dalla nuova finanziaria ,mi obbligano ad accettare, se vorrò lavorare, impieghi molto distanti da casa e ciò in contraddizione con la mia invalidità .
    Ringraziandovi,porgo distinti saluti e resto in attesa di una vostra cortese risposta .

    Chianello Bruna

  30. EMMA SARTORI scrive:

    CONCORDO CON CIO’CHE SCRIVE GUGLIELMO FEDELI PIENAMENTE, E’ COSI’NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE.DA NOI FANNO UN SACCO DI CONTRATTI A PROGETTO E POI ALL FINE LI ASSUMONO. QUESTE PERSONE NON SERVONO A NULLA NOI INTERNI NON VENIAMO MAI USATI AL LAVORO FACCIAMO COREOGRAFIA E POI CI SONO LE CONSULENZE ESTERNE E LE VARIE COLLABORAZIONI CON FATTURE ESORBITANTI E NOI ABBIAMO STIPENDI DA FAME, CI TENGONO LI’IN GIACENZA SENZA FAR NULLA PERCHE’ NOI VOGLIAMO LAVORARE E BASTA SENZA RUBARE,DEVONO SPARTIRSI TROPPE TORTE I VARI DIRIGENTI.

  31. elena ferrari scrive:

    Sig. Ministro, torno a rivolgermi alla S.V. perchè in questi giorni si sta parlando tanto di precariato. mi sconvolge il fatto che di noi lavoratori socialmente utili nessuno parla. sembriamo fantasmi. Eppure questi “fantasmi” tendono in piedi amministrazioni pubbliche che, considerata la carenza di organico, riesono a stento a garantire i servizi alla collettività. sono quasi 14 anni che lavoriamo in nero per lo Stato (senza previdenza ed assistenza, senza diritto a ferie e malattia, maternità, ecc. senza, in sintesi, i diritti fondamentali dei lavoratori, universalmente riconosciuti e frutto di lotte e di conquiste)e con un sussidio da fame (517 €). le Aministrazioni pubbliche sono diventate una sorta di azienda privata che tiene in nero i lavoratori. E’ giusto tutto questo in uno Stato di diritto? e’ moralmente accettabile? non ritiene che, dopo tanti anni, il nostro lavoro debba essere riconosciuto? il nostro sacrosanto diritto è quello di avere un lavoro retribuito e una vita più dignitosa. resto in fiduciosa attesa di un Suo autorevole intervento. Eelena Ferrari – Cassano Allo Ionio – Cosenza

  32. elena ferrari scrive:

    Sig. Ministro, torno a rivolgermi alla S.V. perchè in questi giorni si sta parlando tanto di precariato. mi sconvolge il fatto che di noi lavoratori socialmente utili nessuno parla. sembriamo fantasmi. Eppure questi “fantasmi” tendono in piedi amministrazioni pubbliche che, considerata la carenza di organico, riesono a stento a garantire i servizi alla collettività. sono quasi 14 anni che lavoriamo in nero per lo Stato (senza previdenza ed assistenza, senza diritto a ferie e malattia, maternità, ecc. senza, in sintesi, i diritti fondamentali dei lavoratori, universalmente riconosciuti e frutto di lotte e di conquiste)e con un sussidio da fame (517 €). le Aministrazioni pubbliche sono diventate una sorta di azienda privata che tiene in nero i lavoratori. E’ giusto tutto questo in uno Stato di diritto? e’ moralmente accettabile? non ritiene che, dopo tanti anni, il nostro lavoro debba essere riconosciuto? il nostro sacrosanto diritto è quello di avere un lavoro retribuito e una vita più dignitosa. resto in fiduciosa attesa di un Suo autorevole intervento. Elena Ferrari – Cassano Allo Ionio – Cosenza

  33. Virginio scrive:

    Caro ministro complimenti per la sua opera di sburocratizzazione
    della PA (bravo se ci riesce a eliminare i burocrati).Da premettere che ho lavorato 15 anni in una ASL.poi me ne sono andato per come era diventato l’ambiente,il mio intervento e’per farle sapere di come ci si muove all’interno della scuola fra il personale non insegnante (mia moglie vi lavora),dove il sindacato e chi gli ha retto il sacco hanno fatto il disastro.dirigenti non in grado di mandare avanti le scuole,personale demotivato dal fatto che sono tutti allineati stipendialmente (chi si fa il mazzo e fa niente).uno se vuol passare di livello deve perdere l’anzianità acquisita negli anni e di conseguenza parte dello stipendio,la titolarità del posto occupato e restare precario per anni per un posto in organico esistente.la scuola va avanti grazie alla buona volontà di persone che si fanno in 4 per sopperire a dirigenti che non sono in grado di gestire un’azienda,com’è diventata la scuola e a colleghi/e che fanno i fa…..ni. come vede ce ne sono altri che si lamentano di questo mondo in mano ai 68tini del 6 politico.la ringrazio e gradirei una sua rispota

  34. Rosa Alcuri scrive:

    Sono un’insegnante di scuola dell’infanzia, abilitatata all’insegnamento con il concorso ordinario dell’anno 2000, che purtroppo da due anni lavoro a Milano, lontana da mio marito e da mio figlio (non ha ancora compiuto quattro anni), perchè in Sicilia ero costretta a lavorare in una scuola paritaria, distante dalla mia residenza 80 km, senza retribuzione ed, inoltre, dovevo pagarmi i contributi previdenziali.
    Tanti sacrifici per accumulare punti per aggiornare la graduatoria ad esaurimento ed ora mi chiedo che fine farò?
    Chi mi ricompenserà della sofferenza del distacco?
    Sono d’accordo sul principio della meritocrazia ma noi che ormai siamo vincitori di un concorso pubblico del passato e vittime di una burocratizzazione sbgliata, dobbiamo pagare gli errori degli altri?
    Perchè la scuola dove lavoro non ha ancora fatto il censimento per i docenti non di ruolo?
    Amo il mio lavoro e lo svolgo con dedizione e vocazione spero di non essere penalizzata.
    Spero in una risposta che mi rassicuri e mi faccia credere in un futuro migliore.
    Grazie!

  35. chiara scrive:

    Sono coordinatrice di una scuola dell’infanzia paritaria, che come tale, non ha i “privilegi”di una statale.Per alcuni ambiti mi rerovo a collaborare con dipendenti del comune che prestano assistenza a bambini con disabilità. Per ognuno di loro ci vorrebbe un Brunetta come lei!!!

  36. michele migliarese caputi scrive:

    Signor Ministro è la seconda volta che le scrivo,ho 46 anni, ho fattto tanti concorsi, sono un disabile, a livello cardiaco, faccio il precario come assistente amministrativi e docente,con tutti i falsi invalidi, che occupano posti di lavoro che non gli spetttano, io sono stato costretto ad immigrare in friuli,ho cercato di servire lo stato dando il massimo, da giovane volevo servire lo stato nelle forzr dell’ordine, ma non avevo la raccomandazione. qundi vorrei sapere da lei se ho diritto ad avere una dignità lavorativa.Ho una laurea sudata sui libri, la prego mi dia una caritevole risposta.Sarei stato un buon polizziotto; la ringrazio anche se sò che non avrò mai risposta
    adesso devo affrontare il problema di pagare l’affitto, ed dare una vita dignitosa amia moglie che anche lei come dopo tanti di sstudio con tanto di laurea è disoccupata e precaria.

  37. loredana scrive:

    signor ministro , le riscrivo per dirle che il mio contratto è scaduto.ho superato la selezione di dicembre 2008 per lavorare solo 2mesi e 21 giorni. Lavoravo presso l’IPAB della mia città come operatrice socio sanitario. Nella graduatoria sono ai primi posti ma adesso assumono quelli dopo di me e forse anche per 6 mesi. Questa è la nuova legge finanziaria del 2009 così mi hanno detto all’ufficio personale :grazie mille mi ritrovo disoccupata e una nullità

  38. Precaria da 18 anni scrive:

    Signor Ministro,
    ho 53 anni, da 18 lavoro come precaria nella P.A.(prima con l’Ufficio di collocamento – vari contratti a tre mesi in P.A. varie; poi con contratto a tempo determinato dopo lo svolgimento di un concorso – 18 mesi (ENAM); contratti di 3 mesi (Cassazione)con assunzioni da graduatorie dopo prova selettiva, dal 2001 con vari contratti e proroghe come lavoratrice somministrata – consecutivamente quasi 6 anni (ENAM). In tutto questo tempo tra le varie tipologie di contratto ho accumulato circa 12 anni di servizio effettivo, di cui 8 anni e 1/2 nello stesso Ente (ENAM). Dopo tutto questo tempo, grazie al Suo decreto, lei ha risolto il problema del precariato mandando a casa chi ha superato i 36 mesi nell’ultimo quinquiennio, affinché non ci si creasse un’aspettativa di stabilizzazione. Inoltre, nel monitoraggio sul precariato nella P.A. che lei ha tanto pubblicizzato, non viene neppure presa in considerazione la tipologia della somministrazione lavoro, se pure tra il personale non stabilizzabile. Possibile che per me e altri nella mia stessa situazione l’unica soluzione sia quella di ANNULLARCI, FARCI SPARIRE, NON CONSIDERARCI? Eppure noi esistiamo, abbiamo fatto parte di un Ente, al quale abbiamo dato tanto in questi anni, vedendo i colleghi di ruolo (che facevano lo stesso nostro lavoro) avanzare di grado, prendere tanti soldi di produttività (sul nostro lavoro), ecc. ecc.
    Il contratto di somministrazione lavoro è stato sfruttato dall’Ente per mascherare dei rapporti di lavoro duraturi (carenze in organico) e non già per incrementare il numero degli impiegati in momenti di picco di lavoro. Ora qui si parla solo di mobilità e di comando, per noi NULLA. NON ESISTIAMO PIU’.
    Noi chiediamo che venga bandito un concorso a tempo indeterminato orientato a valutare i periodi di lavoro prestati come titolo preferenziale: CHIEDIAMO TROPPO DOPO TUTTI QUESTI ANNI? Che ne farò dei miei anni di versamenti, se non potrò raggiungere quelli utili per la pensione?
    Sicuramente non riceverò riposta a questo sfogo, ma almeno gli altri precari come noi sapranno che siamo esistiti, che abbiamo lavorato, che non siamo dei fantasmi e che lotteremo per non essere dimenticati.

  39. loredana scrive:

    Sig. Minisstro ieri le ho scritto, ma ho un quesito da farLe spero che mi risponda : come mai l’operatore socio sanitario con formazione complementare non è riconosciutto nei contratti sanitari, questa figura potrebbe coadiuvare, sempre sotto le direttive degli infermieri, il lavoro infermieristico :Aspetto con ansia la sua risposta grazie

  40. Lombardo Domenica scrive:

    Sig. Ministro
    sono una ex precaria della Camera di Commercio di Bg..adesso le spiego brevemente la mia situazione sperando che lei mi dia al più presto una risposta: nel 2008 e’ stata fatta una graduatoria per la stabilizzazione, eravamo in 6 precari ad avere i requisiti per esere stabilizzati, di cui ne sono stati assunti solo 3 (a tempo ind.) la metà, gli altri 3 ci avevano proposto un contratto a tempo determinato con una soc. esterna (Infocamere), nel frattempo sono stati chiamati (con una graduatoria di un vecchio concorso che risale nel 2002) altri 2 persone a tempo indeterminato..ciò si intende che a noi (esclusi)non ci hanno tenuti in considerazione.. Adesso voglio sapere come mi posso muoveve? questo posto di lavoro pensa che me lo merito? dopo che ho 3 anni di servizio a tempo det. per concorso alla C.C.I.A.A, 1 annetto con le agenzie interinali, 4 mesi in Comune, 7 mesi in Tribunale, 4 mesi in Provincia, 3 mesi all’ASL ect… Aspetto con ansia una sua risposta, lei è l’unica persona che mi puo’ aiutare.. Saluti!

  41. lavoratrice somministrata scrive:

    Signor Ministro,
    Sono una lavoratrice somministrata facente parte di un gruppo di 13 persone che lavorano presso una P.A.(ENAM), da svariato tempo, in quanto l’Ente si trova sotto organico.
    Adesso, con il contratto alle porte che ci sta scadendo, ci troviamo nella condizione di non essere rinnovati e di andare tutti a casa, secondo il Suo decreto, infatti, purtroppo non viene preso in considerazione il lavoro somministrato per quanto riguarda la STABILIZZAZIONE eppure noi ESISTIAMO non siamo dei FANTASMI!!!!!!!
    La mia domanda e’: possibile che per noi non esista nessuna forma di stabilizzazione?
    E’ vero che l’Ente (ENAM) non puo’ bandire un concorso a titoli per coloro che vi hanno lavorato?
    Spero che Lei possa darCi una risposta positiva, che almeno ci dia una speranza lavorativa e che tutti questi anni lavorati presso la P.A. (ENAM) non vadavo buttati al vento.

  42. Maurizio Magazzù scrive:

    OGGETTO: PRECARIETA’ ANCHE NELL’ESERCITO ITALIANO!!!!!!!

    Salve!! Sono un giovane riservista dell’esercito italiano e volevo porre la vostra attenzione sulla mia situazione da precario dell’esercito ormai già dal 2000!!!

    E’ inutile dire che il problema non è solo mio, ma posso, senza ombra di dubbio dire che riguarda la stragrande maggioranza dei giovani del Sud. nonostante tutte le belle parole, i dibattiti quotidiani indecorosi e le belle promesse, tutto ciò per attirare l’attenzione di un elettorato che come me è dentro il problema del Mezzogiorno.

    Nel marzo scorso è venuto a galla, in maniera evidente, il problema dei precari della Pubblica Amministrazione e quindi anche delle Forze Armate. L’argomento è stato trattato nella Finanziaria 2007 e definito nell’art.1 comma 519 L. n. 296/07. Mi chiedo, con il cuore a pezzi, è possibile che problemi così seri, perché si tratta dei nostri figli, dei nostri giovani, risorse del futuro del nostro Paese, non vengano trattati dai nostri politici con la stessa serietà e senso di responsabilità che il caso richiede? Perché occorre mettere in croce sempre gli stessi crocifissati. Perché debbono pagare sempre gli stessi le malefatte dei disonesti e mai riconoscere i diritti civili agli onesti e indifesi?

    Mi sono rivolto a lei signor ministro ,perché in preda ad una crisi di disperazione ed impotenza nei miei confronti non so quale sarà il mio futuro, in quanto gli anni importanti per apprendere una professione sono stati utilizzati dallo Stato per l’addestramento militare, senza alcuna possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e nella vita civile. Potrei parlare giorni interi della mia profonda sofferenza adesso ho 34 anni senza entusiasmo e pieno di incertezze. Vengo richiamato come riservista di truppa ogni anno, come tanti altri della mia eta’, facciamo dei lavori che nessuno vuole fare, tappiamo i buchi nelle caserme sempre con lo stesso grado, senza avanzamento, contrariamente agli ufficiali riservisti che avanzano al grado superiore ad ogni richiamo; ci usano per 3, 6 o 9 mesi l‘anno e poi ci buttano fuori, si riesce così ad accumulare servizio, ma l’età avanza e prospettive di stabilizzazione non se ne vedono. Il corpo dei vigili del fuoco è riuscito ad avere un certo grado di stabilizzazione per i discontinui(con unico limite età 37 anni), ma per riservisti dell’esercito a cui questi possono essere equiparati nessuna stabilizzazione, solo promesse. Rimane solo la lettera dell’articolo 1 comma 519 della legge del 27 dicembre n.296 (legge finanziaria 2007), legge che dovrebbe permettere di stabilizzare la mia posizione grazie ai miei circa 45 mesi di servizio svolti dal settembre del 2000 ad oggi, frutto di un’attività lavorativa altamente discontinua (settembre 2000 / marzo 2002, giugno 2002 / giugno 2003, dal 07-01-2004 al 31-03-2004, dal 18-05-2004 al 31-12-2004, dal 15-10-2007 al 16-11-2007, richiamato il 21-10-2008 con ferma prefissata fino al 30-01-2009).

    Vi ringrazio anticipatamente dell’attenzione che vorrete prestare a questo mio problema ….ormai confido solo nel vostro aiuto !!!!!

  43. Rino Vecchi scrive:

    ROMA (16 marzo) – Ventitremila militari corrono il rischio (altissimo) di deporre le armi e tornarsene a casa. Tutti insieme, in un colpo solo. Se non interviene in extremis qualche fatto a scongiurare l’evento, stiamo per assistere al più grande esodo forzato di militari dei tempi moderni.

    I volontari. L’“esodo” riguarderebbe i volontari di truppa, quelli che oggi costituiscono il nerbo delle missioni all’estero del nostro Paese (e che sono gli stessi che pattugliano le nostre città e che sono stati impegnati per l’emergenza rifiuti in Campania). Dall’Afghanistan al Libano, dall’Iraq (ieri) all’Albania (l’altroieri), dai Balcani fino alle altre zone calde del mondo, i volontari di truppa sono (e sono stati) ovunque; ovunque lavorando sodo e rischiando la vita. Rimettendocela pure, talvolta. A costoro, tutti di età tra i 25 e i 30 anni, in parte sposati e con prole, lo Stato sta per dare il benservito. Grazie tante e alla prossima. Anzi no, niente prossima perché non potrà più esserci una prossima volta.

    I tagli. La ragione di tanta ingratitudine risiede nella continua riduzione del bilancio della Difesa. I tagli sono cominciati con la Finanziaria del 2007 (risorse abbattute del 18%), sono leggermente diminuiti nel 2008 e hanno ripreso quota nel 2009 (nell’anno in corso c’è un ulteriore taglio del 7%). Ma lo spauracchio è la previsione per il 2010, che parla di un abbattimento di risorse del 40%! Con metà dei soldi a disposizione, la sola via d’uscita è la riduzione dell’organico. Oggi le Forze armate italiane si sono date un modello “snello” che prevede 190.000 militari a regime, ma purtroppo questi numeri non bastano già più. Bisogna dimagrire ancora e arrivare a uno strumento di 140.000 uomini. Almeno questo è ciò che è scritto nella “Nota preliminare relativa allo stato di previsione di spesa per l’esercizio finanziario del 2009”. Dei 140.000 uomini, solo 41.000 sarebbero i volontari in servizio permanente. Dunque, i conti son presto fatti: oggi abbiamo circa 39.000 volontari “di carriera”, per arrivare a 41.000 ne mancano duemila. Questi duemila li andremo a prendere nel serbatoio dei nostri VFP4 (Volontari in ferma prefissata, sono circa 17.000) e dei loro “fratelli maggiori”, i cosiddetti Volontari in ferma breve (che sono quasi 8.000). Diciassettemila più ottomila fa venticinquemila. Meno duemila, fa ventitremila, che è giusto la cifra in esubero.

    La soluzione. Che cosa deve succedere per scongiurare questa situazione? Che cosa dovrà accadere perché non siano licenziati in tronco 23.000 giovani che hanno servito la Patria? Si sa che è al lavoro una speciale commissione incaricata di rivedere i compiti delle Forze armate e di ridefinirne le risorse. E’ questa commissione che ha il compito di estrarre giocoforza il coniglio dal cilindro. Dice il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Interforze: «Mi aspetto che la commissione preveda specifiche norme di tutela del personale, se i livelli di bilancio non dovessero consentire l’immissione di personale nel servizio permanente».

    Le promesse. Anche perché, a questi ragazzi e ragazze, lo Stato ne aveva fatte di promesse, eccome! Era stato loro giurato che, a fine ferma, non sarebbero assolutamente rimasti disoccupati. Era stato detto che sarebbero state create per loro delle “corsie preferenziali” per entrare negli organici delle Forze dell’Ordine. Quanti ex volontari sono entrati negli ultimi anni in Polizia, nei Vigili urbani, nei Vigili del fuoco, nel Corpo forestale? Alcune fonti asseriscono che il loro numero è esiguo. Nicola Tanzi, segretario del Sap (sindacato di Polizia) rivela che «in Polizia c’è qualche migliaio di ex volontari giudicati idonei ma ancora non ammessi. E sì che noi poliziotti siamo sotto organico di 21.000 unità».

    Le testimonianze. Un volontario di 28 anni, calabrese, che vuole mantenere l’anonimato, dice: «Io ho lasciato l’Università e mi sono arruolato nel 2002 perché mi piaceva. Per legge mi spettano altre due rafferme biennali, ma poi che farò? Nove anni di precariato, una certa professionalità acquisita e poi… puff, più nulla». Un’altra volontaria, 25 anni, pugliese, anch’essa anonima, si chiede: «Che farò da grande? Non lo so. E come non lo so io non lo sanno nemmeno molti miei colleghi, che hanno 30 anni e hanno dei figli. Andremo tutti in mezzo alla strada, noi che abbiamo rischiato la vita in prima linea?». Non è un caso che questi due ragazzi siano entrambi del Sud. Perché il 90 per cento dei Volontari di truppa è del Sud. E se tornassero tutti insieme a casa, da disoccupati, non ci sarebbero “ammortizzatori sociali” in grado di attutirne la caduta, da Roma in giù. A parte, forse, la criminalità organizzata, alla quale tanti ragazzi così ben addestrati potrebbero fare gola.

  44. Giuseppe scrive:

    Caro Brunetta,
    tu stai solo dalla tua parte e da quella di Berlusconi.

    RIECCO GLI STIPENDI D’ORO. IL GOVERNO BERLUSCONI ELIMINA IL TETTO AL CACHET DEI DIRIGENTI

    Stipendi d’oro, anzi d’oro zecchino, perfino di platino. Il governo Berlusconi mostra ancora una volta la sua vera faccia, anzi la sua vera natura, cioè quella di pensare agli interessi personali del premier e della classe cui appartiene. Così, tra un emendamento all’altro, al Senato si è consumata un’altra farsa, l’ennesima, ossia l’approvazione di un emendamento che annulla una delle norme più severe volute e approvate dal Governo Prodi, cioè quella che prevedeva un tetto per le retribuzioni degli alti dirigenti della pubblica amministrazione, circa 290.000 euro all’anno. Un’altra vergognosa manovra che si aggiunge alle tante delle ultime settimane, e che mostra ancora una volta, tutta l’ipocrisia di questo nuovo governo che da un lato attraverso il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, annuncia di voler procedere al rinnovamento della P.A. attaccando i fannulloni e preparando misure severe e restrittive contro sprechi e contro i dipendenti pubblici, e dall’altro invece cancella questa misura che voleva mettere un freno alle spese folli dello Stato. Alquanto singolare poi l’inserimento di questo emendamento, quasi di soppiatto, incastrato così “nel corso delle votazioni sugli emendamenti al Decreto legge 97 in materia fiscale e proroga termini, fra alcuni molto opportuni a difesa del fermo biologico della pesca, della viticoltura colpita dal maltempo e della difesa del novellame”. Tra questi appunto a sorpresa “è apparso un emendamento (il 4.0.502) al Dl Fiscale senza copertura finanziaria che toglie il tetto alle retribuzioni dei dirigenti della Pubblica amministrazione a partire dai capi di Gabinetto, ovviamente scelti in base a un rapporto fiduciario con il ministro o il sottosegretario. Il tetto era stato stabilito dalla passata finanziaria del governo Prodi e valutato in un totale di oltre 10 milioni di euro”. Tutto annullato così come niente fosse, alla faccia del rigore e della trasparenza. E’ l’ennesima contraddizione delle politiche della maggioranza perché “l’emendamento, presentato dal governo direttamente in Aula, è stato approvato dal Pdl mentre in Parlamento si sta discutendo del progetto di riforma della Pubblica Amministrazione del Ministro Brunetta, mentre il governo taglia gli incentivi ai dipendenti pubblici e fissa all’ 1,7 per cento l’inflazione programmata per il rinnovo dei loro contratti”. Una maniera schizofrenica di legiferare che mette al riparo i più privilegiati ai danni come al solito dei più deboli. In sintesi, si tratta di “una misura priva di ogni trasparenza- a meno che non si pensi che i capi di Gabinetto siano pesci- privi di rigore finanziario e che non prestano la minima attenzione alla produttività e all’efficienza della Pubblica amministrazione”. Siamo tornati ai peggiori provvedimenti degli anni ‘80 e questo non è un esempio di grande innovazione, trasparenza e rigore”. Il Governo Berlusconi IV alla fine, dopo neanche qualche mese dal suo insediamento, oltre a sferrare duri e preoccupanti colpi alla democrazia, alla Costituzione, ora sopprime una norma che metteva un freno agli stipendi d’oro dei manager(amici) e che è ancora più scandalosa se si pensa che il governo sta realizzando pesanti tagli alla sanità, alla sicurezza, ai Comuni e alle regioni, tagli che si ritorceranno sugli italiani, specie sulle fasce più deboli.
    “E’ uno scandalo che si materializza mentre si tolgono otto miliardi alla sanità, non si abbassa nemmeno di un punto la pressione fiscale, si tagliano fondi per infrastrutture, colpendo in particolare il Mezzogiorno”.. Ovviamente dal Pdl non è stato mostrato alcun imbarazzo. Nessun imbarazzo per l’economia che va a pezzi, per l’inflazione che sale vertiginosamente e per le famiglie che arrancano, tutti problemi per i quali il governo Berlusconi non sta prendendo alcun provvedimento. Conta solo il premier e l’elite che lo rappresenta. Ovviamente non ci sarà alcun imbarazzo, nemmeno quando ai manager saranno dati stipendi d’oro e profumati, a fronte di quelli striminziti della maggior parte degli italiani, che faticano ad arrivare alla fine del mese e che diventeranno ancora più magri per le politiche non di certo assistenziali di Berlusconi, che toglie ai piccoli per dare ai grandi.

    http://www.siciliainformazioni.com/giornale/politica/46431/cattivissimo-renato-brunetta-stava-appresso-perditempo-stipendi-doro-sfuggono-alla-mannaia.htm

  45. perbaccus scrive:

    Signor Ministro!
    Mi perdoni se utilizzo questo canale per comunicare con Lei, ma mi è sembrato il più immediato.
    Moltissimo si è parlato delle sue iniziative antifannulloni, e credo che le uniche proteste che siano scaturite, provengano da chi della propria fannulloneria ne ha fatto ragion di vita. Purtroppo però quotidianamente chi è costretto a scontrarsi con la burocrazia, non può non prendere atto che quanto Lei sta tentando di fare resta una goccia nel mare della prepotente arroganza di certi impiegati. Si badi bene, non sempre dirigenti o funzionari, ma spesso, molto spesso, anche semplici custodi, centralinisti od impiegati a vario titolo, che fanno della loro posizione strumento di vessazione verso il cittadino.

    Dico questo, e lo dico oggi, perchè è di stamattina l’ennesima dimostrazione di come certi uffici pubblici funzionino. Provi a telefonare al centralino del DTEF di Bari: potrà rendersene conto di persona. Telefono che squilla inutilmente, chiamate interrotte a metà conversazione per evitare, forse, “inutili perdite di tempo”, puntualità direi “svizzera” negli orari di chiusura degli uffici (ma non nell’apertura), ecc.

    Perdoni ancora, signor Ministro, era solo uno sfogo…

  46. precarie scrive:

    CARO MINISTRO BRUNETTA, SIAMO DUE INFERMIERE PRECARIE DELL’ASL RMH AVENTI UN CONTRATTO DI POSTO VACANTE RINNOVABILE PER TRE ANNI MA CON SCADENZA ANNUALE NELLO SPECIFICO AD AGOSTO 2009 (IL PRIMO ). DA PRECARI SI VIVE COSTANTEMENTE L’ANSIA DEL NON RINNOVO AVENDO COME MOLTI ALTRI LAVORATORI DEI MUTUI DA PAGARE E DEI FIGLI AI QUALI GARANIRE UN FUTURO.OLTRETUTTO CONSIDERI CHE ESSENDO DEI LAVORATORI A TERMINE VENIAMO UTILIZZATI COME UNITA’ “JOLLY” PER SOSTITUIRE ED ANDARE INCONTRO ALLE ESIGENZE DEI COLLEGHI CHE SONO A TEMPO INDETERMINATO E DI CONSEGUENZA SIAMO SPESSO SOTTOPOSTE A TURNAZIONI STRESSANTI DAL PUNTO DI VISTA FISICO CHE PSICOLOGICO (TIPO DOPPIE NOTTI SENZA RIPOSI oppure SI DA PER SCONTATO COPRIRE TUTTI I FESTIVI). LA NOSTRA NON E’ POCA VOGLIA DI LAVORARE ANZI SPESSO IL PRECARIO LAVORA DI PIU’ SE NON IL DOPPIO DEI NOSTRI COLLEGHI A TEMPO INDETERMINATO CHE SI SENTONO ORMAI TUTELATI DAL CONTRATTO FISSO ,NOI VORREMMO QUINDI NON ESSERE SOLO CONSIDERATE COME DELLE PEDINE DA SPOSTARE A PIACIMENTO MA COME DELLE PERSONE CHE HANNO DEI DIRITTI E DOVERI. ABBIAMO APPRESO LA SUA INIZIZIATIVA DI MONITORARE LA P.A. E LA INVITIAMO PERTANTO A PRENDERE CONOSCENZA DELLA REALTA’ DELLA SANITA’ DELL’ASL RMH. LA CARENZA DI PERSONALE SANITARIO E’ ENORME COSI COME LO E’ L’UTENZA CHE OGNI GIORNO SI RIVOLGE AI NOSTRI SERVIZI .PERTANTO LE CHIEDIAMO QUANTE POSSIBILITA’ DI RINNOVO ABBIAMO ? CI SARANNO ALTRI CONCORSI NELLA REGIONE LAZIO VISTO IL BLOCCO DA PIU’ DI UN ANNO ? INOLTRE VORREMMO SAPERE SE E’ UN NOSTRO DIRITTO CONOSCERE IN ANTICIPO DI UN MESE SE IL NOSTRO CONTRATTO NON CI VERRA’ RINNOVATO IN MODO TALE DA CREARCI DELLE ALTERNATIVE PER SOPRAVVIVERE ..VORREMMO TRASPARENZA NELLA GESTIONE DEL RINNOVO DEI CONTRATTI..LA RINGRAZIAMO DELL’ATTENZIONE..IN ATTESA DI UNA RISPOSTA…

  47. precario nazionale scrive:

    Salve sig. Ministro, sono un precario quarantenne che dal 1998 presta servizio a tempo determinato presso la stessa tipologia di Ente Pubblico.
    Per riuscire a maturare i requisiti previsti dalle varie finanziarie Prodi ho sostenuto sette (7!) concorsi a tempo determinato per titoli ed esami, l’ultimo dei quali prevedeva una prima selezione per titoli, domande a risposta aperta vertenti su tre materie e prova orale su cinque (5) materie!
    Il mio quesito è il seguente: l’ultima amministrazione presso la quale sto ancora prestando servizio ha emesso nel 2008 il bando di stabilizzazione senza però mai pubblicare la relativa graduatoria; la motivazione addotta dall’Ente per giustificare la mancata pubblicazione sarebbe la mancanza di direttive provenienti dal Ministero della Funzione Pubblica. La stessa amministrazione però, come da verifica sul sito internet del Suo Ministero, ha risposto in maniera precisa ed esauriente al questionario relativo al monitoraggio dei lavoratori atipici da Lei indetto il mese scorso; aggiungo inoltre che l’Ente in questione ha autonomia patrimoniale, bilanci in regola nonché posti liberi in pianta organica. Cosa si può quindi ipotizzare per il breve-medio periodo? Il mio contratto scade a fine estate, è auspicabile una proroga dello stesso in attesa dell’espletamento di tutte le procedure?
    Sappia, e non voglio essere retorico, che per molti di noi questa è l’ultima chance per riuscire a dare un futuro dignitoso alle nostre famiglie!
    Rimango in attesa di un riscontro a questa mail, La ringrazio e La saluto.

  48. Salvo scrive:

    Ho dato, in questi giorni, una sbirciatina ai Suoi famosi elenchi dei precari da stabilizzare.
    Tutto il nostro carrozzone è assente;
    Il MIUR non ha risposto al Suo sondaggio?
    Faccio parte dei 996 co.co.co. della scuola, dal 1996 come LSU e dal Luglio 2001 con contratto co.co.co.
    Forse ho sbagliato a scorrere i suoi elenchi?
    Gradirei una Sua risposta in merito.
    Saluti e buon lavoro.

  49. simone scrive:

    salve sig.ministro le vorrei fare qualche domanta :ho avuto 5 contratti con asl ,come autista ,ho diritto a una stabilizzazione.

  50. francesco scrive:

    Egregio Ministro, lescrivo queste poche righe perchè vorrei sapere se ho qualche minima possibilità di essere stabilizzato nell’ Amm/ne Provinciale c/o la quale ho prestato servizio!
    In breve tramite vari concorsi ho ricevuto dei contratti co.co.pro. per i periodi:
    - dal 14/06/99 al 27/07/00 (14 mesi);
    - dal 08/10/03 al 07/05/04 (7 mesi);
    - dal 08/05/04 al 07/11/04 (6 mesi);
    - dal 08/11/04 al 30/04/05 (6 mesi);
    - dal 05/05/05 al 04/11/05 (6 mesi);
    - dal 05/11/05 al 04/11/06 (12 mesi);
    quindi un totale di 51 mesi di cui 37 mesi coordinati e continuativi.
    Nell’ultimo concorso del dicembre 2006 sono risultato secondo con un punto di scarto (NO Comment!) e mi è stato detto che la graduatoria nella quale risulto primo verrà conservata per anni 3, in sostanza mi si dice non appena assumiamo tu sei il primo!!!
    Mi chiedevo, dott. Brunetta, a cosa serve laurearsi con il max dei voti se poi mi trovo davanti a questi giochetti politico clientelari che cedono il mio posto a soggetti con appena un anno di esperienza?
    Ho speranze di essere riammesso, anche per il fatto che adesso ho un bimbo a carico.
    Ho diritto ed ho le caratteristiche per un eventuale ricorso?
    Grazie e buon lavoro.

  51. elisa scrive:

    Monitoraggio lavoratori Atipici PA – Executive Summary – Pagina 8 del documento “risultati parziali della rilevazione”: personale in possesso dei requisiti per la stabilizzazione: 13.173 ; personale stabilizzabile assunte attraverso concorso pubblico: 3771.

    la reazione di molti è: E’ UNA INDECENZA!!! Ci saranno circa 10.000 persone che, pur senza essere state reclutate attraverso concorso pubblico, possono essere stabilizzate!!! Io ritengo che chi non e’ stato assunto con una procedura pubblica di selezione non debba mai e poi mai ( e ripeto MAI E POI MAI) essere assunto da una PA….

    …le cose non stanno proprio così…io, che sono interessata alla cosa, ho notato subito che c’era qualcosa che non mi tornava….infatti….io sono stabilizzabile (nel senso che ho i requisiti e maturerò i 3 anni di anzianità) ma la domanda n. 1 della sezione 4 del questionario non chiede “quante unità di personale stabilizzabile hanno svolto una procedura concorsuale pubblica” bensì “quante unità di personale, di cui alla domanda 4 e 5 della sezione 3 hanno svolto una procedura concorsuale pubblica”…..le domande 4 e 5 della sezione 3 chiedono di definire, rispettivamente, quanti hanno già maturato o matureranno i 3 anni di anzianità il 30 giugno 2009 e quanti il 30 dicembre 2009….ne consegue che io, nonostante sia stata assunta a td dopo un concorso pubblico, ai fini della rilevazione risulto tra il personale con i requisiti x la stabilizzazione ma non risulto tra coloro che hanno fatto un concorso perché maturo i 3 anni di anzianità dopo il 30 dicembre 2009 (e come me chissà quanti altri)….ne consegue che la rilevazione è falsata molti risultano essere stabilizzabili ma non risultano aver fatto un concorso (non so se la cosa sia stata fatta volutamente o non volutamente…mi auguro di no…ma mi chiedo quanti soldi sia costata ai cittadini italiani questa rilevazione errata)….
    Quindi, signor Ministro, mi sa dire esattamente quanti sono i precari stabilizzabili che hanno vinto un concorso?
    …spero possa esser posto rimedio a questa rilevazione non corretta!
    Cordialmente
    Elisa

  52. precario SSN scrive:

    Egregio Ministro,
    le scrivo per sapere se nel mio caso c’è la possibilità di rientrare tra coloro che hanno diritto ad una stabilizzazione.
    Sono un dirigente medico vincitore nel 2006 di un concorso pubblico per un contratto a tempo determinato della durata di 2 anno prorogabile. Ho preso servizio il 2 gennaio del 2007 ed il mio contratto biennale è stato prorogato per altri 2 anni con scadenza il 31-12-2010. Quindi, a quella data avro prestato servizio per 4 anni consecutivi come dirigente medico, dopo aver vinto un concorso pubblico.
    grazie
    cordialmente

  53. ex precario scrive:

    Caro Ministro,
    il suo ragionamento (e il suo accanimento) non fanno una grinza. Ok al 99%, ma…
    perchè i dirigenti che hanno eluso le regole sui lavoratori flessibili e sui pubblici concorsi sono tutti li?
    Il problema sono dirigenti e amministratori: chi ha sbagliato vada a casa (non dico farli pagare, perchè tanto non penso che potrebbero avere tutti questi soldi), e in fretta!!!

  54. katya maria scrive:

    Sono una collaboratrice precaria. Spero di avere da Lei (o meglio da chi si occupa per Lei di questo sito) alcuni chiarimenti riguardo le nuove domande di aggiornamento delle graduatorie ATA. Vivo a Massa Carrara,bella cittadina priva di fabbriche e di opportunità ma ricca di molti furboni.Mi trovo di fronte all’ennesima interpretazione particolare dell’assegnazione dei punteggi. Non si capisce come venga effettuato il conteggio dei periodi lavorati e, soprattutto, si ricevono risposte evasive sia dall’URP che dai sindacati.
    E’ troppochiedere che qualcuno se ne occupi prima che escano le definitive graduatorie?

  55. sabina scrive:

    Certo che se le sue attività di analisi danno risultati così errati circa il numero effettivo di precari nel comparto della ricerca nella PA, c’è davvero da stare sereni sulle tanto strombazzate rivoluzioni in corso. Peraltro, come cittadina trovo davvero disgustoso il modo di fare “politica” del suo schieramento politico: rovesciare fango sulle amministrazioni precedenti. La verità è che se nn fosse stato per la Finanziaria di Prodi non si sarebbe giunti ad un concorso (!) per tentare di regolarizzare con un contratto a tempo determinato (!) chi operava nella PA Ricerca da diversi anni. Certo lei la sua stabilizzazione se l’è garantita a suo tempo, quindi goduto del beneficio può anche infischiarsene delle sorti degli altri.

  56. fabio scrive:

    gentile ministro vorrei dei chiarimenti per quanto riguarda la situazione presso l’usl di modena,in dicembre 2007 c’è stato un concorso pubblico per autisti del 118 sena riserva dei posti,io ho svolto il mio concorso e sono vincitore ma mi chiedo come mai devo ncora aspettare di essere chiamato perchè ci sono 8 unità che ricoprono i posti di lavoro e sono i precari”che spinti dai sindacati e con il famoso discorso dei tre anni di servizio sono ancora li a svolgere il lavoro e occupare posti a persone che hanno regolarmente svolto il concorso ma devono aspettare…la ringrazio del tempo che dedicherà a questa lettera e buon lavoro.

  57. salvatore scrive:

    Gentilissimo Ministro Brunetta…
    Sono un Infermiere professionale, io ed atri 89 colleghi infermieri abbiamo partecipato e vinto il concorso bandito dal dipartimento amministrazione penitenziaria nel 2004 e dopo aver superato tre prove concorsuali recandoci per tre volte a Roma per sostenere gli esami… un passaggio legislativo mi dice che il mio concorso non vale nulla… nessuno mai assumerà noi Infermieri vincitori.
    L’unica arma è il ricorso che abbiamo presentato al Tar.
    Perchè Le chiedo debbano succedere queste cose che vanno a ledere i diritti acquisiti?
    Grazie della Sua Gentilissima risposta.

  58. grisu'trascurato scrive:

    quesito n’ 1 sono stato chiamato dai vigili del fuoco per entrare a far parte di un corpo da me tanto sognato ,dove mi hanno riconosciuto una croce di anzianita’ nel corpo per i 15 anni di servizio precario , mentre mi trovavo a fare il corso che dura sei mesi , mi sono infortunato riportando una storta alla caviglia dx fermatomi per la patologia non frequentavo la fine del corso rientrando in servizio aspettando il nuovo corso mi facevano notare che dovevo rifare di nuovo tutte le prove con esami connessi ,anche se avevo gia’ fatto piuu’ della meta’ degli esami . riniziato tale corso mi si e’ girata la caviglia ,questa volta mi hanno fatto fare la causa di servizio, mentre mi trovavo a fare la tecar terapia ,mi e’ stata notificata la lettera di licenziamento ,ora la informo che detta causa mi e’ stata riconosciuta ma purtroppo dopo che l’amministrazione mi ha licenziato e mi e’ stata notificata con la dicitura ,(al dipendente spetta un equo indennizzo ) ma mi scusi dipendente di chi se ora sono disocupato . mi scusi e la ringrazio anticipatamente se si fara’ carico della mia situazione spero che lei faccia luce di queste problematiche

  59. Grazia scrive:

    Salve signor Ministro.
    Io sono una docente precaria della scuola, ma ho lavorato anni fa anche nel Ministero Giustizia a tempo determinato. Le faccio presente che noi che eravamo stati assunti nei Trubunali abbiamo dovuto superare un corso pubblico ( prova scritta ed orale) esattamente come un concorso per un lavoro a tempo indeterminato. Ho circa 13 mesi di lavoro nel Ministero Giustizia e vari contratti. Sono una precaria storica. Io sono doppiamente precaria e non sono più una ragazzina. Io penso che lo Stato italiano debba essere riconoscente ai precari e non gettarli via come sta facendo. Adesso sono disoccupata, sono stata sfruttata dallo Stato e continuo ad essere sfruttata quando lavoro a tempo determinato. Io capisco che chi ha superato un concorso deve essere assunto, ma io non ne ho superato solo uno, ma tanti a tempo determinato per lavorare soltanto un breve periodo e ritengo che anche noi abbiamo diritto ad essere stabilizzati al più presto. Grazie per avermi dato la possibilità di esprimere la mia opinione.

  60. Gaetano scrive:

    Egregio signor Ministro,
    mi complimento per le sue iniziative volte alla ristrutturazione della P.A. ma le debbo farLe notare, qualora non lo sapesse già, che la situazione lavoratori flessibili è nella sostanza alquanto diversa da quanto appare dal suo monitoraggio. In primo luogo trovo eccessivamente discriminante la possibilità di stabilizzazione rivolta esclusivamente ai lavoratori con contratto a tempo determinato in quanto è lavoratore flessibile anche chi, per “opportuna” scelta dell’Amministrazione si trova con un contratto di collaborazione, a seguito di regolare selezione pubblica, ad assolvere agli stessi doveri di un lavoratore a TD a fronte di diritti pressoché inesistenti. Pertanto la prima domanda che le rivolgo è: ma in Italia la legge non “era” uguale per tutti?
    Il secondo punto riguarda la situazione della dotazione organica degli Enti che dal punto di vista numerico è sicuramente idonea ma le posso garantire che l’età media nei lavoratori “tipici” della PA è eccessivamente alta, l’istruzione dal punto di vista informatico è talmente bassa da compromettere sicuramente le varie procedure previste dal suo piano industriale della PA. Ad esempio provi a verificare (ma di persona) il tasso di utilizzo della posta elettronica, del protocollo informatico, della digitalizzazione dei documenti cartacei ed in alcuni tristissimi casi la capacità di accensione del pc posizionato in bella mostra sulla scrivania dei vari uffici degli Enti Locali. Con questo vorrei farle notare che il corretto funzionamento della macchina amministrativa è senza dubbio notevolmente sostenuto da chi, come il sottoscritto, lavora incessantemente sopperendo alle carenze altrui al fine di evadere quanto dovuto ai cittadini come se si lavorasse nella “propria” attività. Quindi le formulo la seconda domanda: mandando a casa i lavoratori flessibili ormai quarantenni riuscirà ad innovare e risvegliare la PA con i soli lavoratori ultracinquantenni?
    In ultimo le vorrei sottoporre la questione umana. Ribadendo la giusta opportunità nel fermare l’ormai dilagato fenomeno dei lavoratori flessibili nella PA, mi sembra alquanto beffardo eliminare il problema “precari” quando oggi è ancora precario solo chi non ha mai goduto di favori altrui visto che i Politici di turno hanno ormai sistemato i loro “amici”. Pertanto la terza domanda è: le sembra opportuno togliere quel poco di “ossigeno” che rimane ai quarantenni dal oltre dieci anni alla mercede della PA, ormai difficilmente collocabili altrove e con una famiglia da mantenere?
    Avrei tante altre cose da dire ma spero che lei si legga almeno quanto già scritto, se lo ritiene opportuno mi contatti pure.
    Distinti saluti.

  61. Mario Corrente scrive:

    Egregio signor Ministro,
    plaudo alle sue iniziative volte alla ristrutturazione della P.A. e mi permetta di fare da cittadino, pensionato la mia parte..

    Voglio segnalarle una decisione del comune di melito di napoli in merito allo staff del sindaco……..
    non potendo allegare il documento indico il link

    http://www5.asmenet.it/opencms/upload/allegati/063045/atti/47023_decreto_riconferma_staff_sindaco.doc

    Le chiedo !
    Ma quanto deve costare la pubblica amministrazione ??
    Ma è regolare mascherare queste assunzioni??
    Ma è regolare assumere senza specificare cosa fanno e per quanto tempo lavorano ??
    Ma se è tutto regolare allora cosa dirò ai miei nipoti su come si entra nel mondo del lavoro??

    Le assicuro che non ho alcun interesse nella questione, il mio spirito è solo collaborativo..fa parte del mio carattere combattere qualunque distorsione della legalità…
    Se avrò la fortuna di poterla contattare ho tante altre questioni di giustizia da sottoporle..
    GRAZIE

    Maestro del Lavoro
    M.R. Corrente

  62. angela ventriglia scrive:

    egregio ministro Brunetta è chiaro che Lei sta facendo un egregio lavoro per risanare la pubblica amministrazione volevo farLe presente che mio marito è un precario in quanto è un LSU da ben 14 anni al servizio della pubblica amministrazione del nostro comune di residenza santi Cosma e damiano LT e a tutt’oggi non si sa se sarà stabilizzato , tenga presente che io ritengo questa situazione di precariato una vessazione contro un lavoratore in quanto come <lei ben saprà non ci sono diritti per questa categoria ,non percepiscono integrazioni di stipendio anche se lavorano , non percepiscono tredicesima , i contributi sono figurativi e quindi non rendono in pensione ma solo in anzianità e se finisce il progetto e vengono licenziati non percepiscono liqudazione io nel mio piccolo mi sento di dire ,senza voler offendere nessuno che questo è lavoro nero tollerato da chi ne usufruisce, in questo caso il noostro comune che benchè abbia delle carenze di organico dove sopperisce con gli LSU non li stabilizza ne gli integra lo stipendio, quindi a conti fatti li usa ma non li paga Le chiedo le sembra giusto? Noi in questa situazione ci siamo da molti anni e Le assicuro che non è un bel vivere, visto che Lei sta realmente cercando di mettere ordine in queste amministrazioni furbette mi può far sapere come dobbiamo rapportarci con questi signori che ignorano le nostre necessità e in più Le assicuro calpestano la nostra dignità.
    ringraziandoLa per il suo lavoro e per l’esempio che ci dà a perseverare nel voler cambiare le cose io e mio marito Ercolano Umberto Le saremmo grati se volesse darci un minuto del suo tempo per rispondere alla nostra lettera che Le inviamo come si fa con un amico.
    Distinti e sinceri saluti a Lei e al suo staff
    Ventriglia Angela Umberto Ercolano

  63. liliana constantin scrive:

    Caro ministro,
    sono la moglie di un vincitore di concorso pubblico dal dicembre 2008 ancora in attesa di essere assunto!Ci siamo illusi che aver vinto questo concorso metterà fine alle nostre preocupazioni,visto che mio marito ha 54 anni,è in Mobilità da 2 anni ed io non lavoro.Non potevo immaginare che in un paese civile come l’Italia(visto che io vengo dalla Romania)una volta vinto un concorso pubblico, non solo che non acquisisci nessun diritto,ma entri in concorrenza con dei precari,aspetti anni per poter avere un contratto di lavoro e sei sballottato da un ufficio al altro per avere una spiegazione.Visto che per i precari sono state presse diverse misure,per i vincitori di concorsi che stanno in attesa,quando saranno i primi provvedimenti concreti??? Io,ci credo in Lei ministro,ci voglio credere,ma La prego,mi faccia vedere qualcosa di concreto e che davvero in questo paese cominci a trionfare la meritocrazia!

  64. zitello scrive:

    Il decreto anticrisi ha appena revocato il taglio ai premi di produzione per gli assenti cronici, e se si licenzieranno i fannulloni sono certo che subito dopo si farà un decreto per assumere chi ha perso il lavoro.
    Vogliamo una volta deciderci se la pubblica amministrazione serve a produrre risultati o a dare da mangiare ai dipendenti?

  65. Righetti Enzo scrive:

    Mi chiamo Enzo Righetti ed ho 48 anni. Fino a qualche mese fa lavoravo come addetto alle vendite presso un supermercato nel Comune di Gorizia ed ero abbastanza contento. Poi però sono incominciate a succedere delle cose assolutamente incredibili e del tutto allucinanti. Per ben 5 (cinque) volte sono stato minacciato di morte da un mio diretto superiore senza averlo in alcun modo provocato e avrei dovuto chiamare immediatamente la polizia ma per non avere problemi con la dirigenza aziendale mi sono dovuto mio malgrado astenere. Ho cercato di far presente al direttore del negozio ed al capoarea di allora quello che stava succedendo ma non hanno voluto intendere nessuna ragione, dicendo che per loro si trattava di un semplice litigio mentre in realtà non era affatto così e dovevo guardarmi le spalle in continuo. Dopo di questo fatto è passato circa un mese e mezzo di indicibile tensione fin quando il capoarea che nel frattempo era succeduto a quello di allora non mi ha offerto l’opportunità di lavorare in un’altro negozio di Gorizia proponendomi per questo trasferimento perchè avevano bisogno di una persona come me conosciuto che lavora con impegno e precisione. Accettai di buon grado pensando di trovare un ambiente più familiare dal momento che si era in pochi. Lo stesso capoarea mi aveva detto che lo stesso negozio sarebbe diventato in tempi brevi la boutique di Gorizia. Fin dal primo momento che ho messo piede in quest’altro negozio mi è stato detto da parte del direttore (un giovane di una trentina di anni) che a suo tempo era apprendista a Lucinico frazione di Gorizia, dove io stavo lavorando da molti anni, che cosa ci fai qui e subito ho avuto una pessima impressione. Le cose non erano per niente come mi erano state positivamente proposte. Così è incominciato il mio calvario per ben 9 (nove) mesi di attacchi continui alla mia dignità di persona e di lavoratore. Ogni giorno ho avuto rimproveri continui su ogni aspetto del mio operato sentendomi dire che moltissimi clienti si lamentavano del sottoscritto accusandomi che i clienti non entravano a suo dire per il mio comportamento e quindi secondo lui certamente a causa della mia presenza che era malvista da tutti in ambito lavorativo (manco io fossi un delinquente). Ho cercato in tutti i modi e più volte di avere un colloquio con i colleghi di negozio ma ho dovuto rendermi conto che erano tutti decisamente ostili e senza motivo e completamente allineati alle tesi del direttore. Anche lo stesso capoarea faceva in modo di non avere tempo da dedicarmi per una valutazione comune su questa pessima situazione. Quando la situazione si era fatta sempre peggiore anche a causa di ammanchi di cassa(le assicuro che sono estremamente pignolo) con grande fatica sono riuscito a parlargli ma solo in presenza dello stesso direttore al quale egli stesso dava ogni ragione a lui e ogni torto a me. Sono stato anche convocato a Udine ed avevo portato con me una relazione molto dettagliata da presentare ai dirigenti dell’ufficio personale; però non l’hanno accettata e neanche presa in considerazione dicendo che nel caso l’avessero accettata sarebbero andati avanti contro di me. Fin dall’inizio del discorso da parte dei vertici dell’ufficio personale hanno detto chiaramente che la mia presenza costituiva solo un grande problema. Benchè io ho assicurato loro che ho sempre lavorato con il massimo impegno e dedizione (ho avuto da parte loro nell’aprile 2006 una pergamena di ringraziamento e un premio per la fattiva e concreta collaborazione) veniva interpretato da parte loro come non fosse assolutamente vero e se le cose continuavano in quel modo avrebbero preso delle decisioni che potevano essere soltanto drastiche e chiaramente ho sentito nei toni e nelle parole evidenti minaccie. Al ritorno sul posto di lavoro il giorno dopo una breve pausa dalle tensioni sopracitate continuava il direttore con accanimento e pervicacia a continuare a dire le solite accuse aggressive. Qualche giorno dopo all’arrivo del capoarea cerco immediatamente di spiegargli l’ulteriore aggravamento della situazione. Dopo aver sentito la mia versione e quella del direttore, unitamente a quella della vice-direttrice e delle colleghe del reparto gastronomia mi si dice chiaramente che solo tutti i torti, che tutti si lamentano del sottoscritto e che non avrei più dovuto avere contatto con la clientela e che non sono adatto a lavorare in un negozio. Aspettava a brevissima scadenza le decisioni dei superiori su di me!!!!! Per 9 (nove) mesi ho sofferto le pene dell’inferno; ero agitatissimo per queste indicibili pressioni con perdita del sonno e dolori intestinali che lasciavano presagire il peggio. Mi sono dovuto presto rivolgere al medico di famiglia prescrivendomi dei calmanti e facendomi fare una visita psichiatrica ed attualmente sono in cura presso il Centro di igiene mentale di Gorizia. Mi sono rivolto ai sindacati, parlato con un’avvocato presa nota però non ho avuto nessuna risposta. Mi sono rivolto anche alla provincia di Udine presso lo sportello anti-mobbing; anche lì preso nota ma nessuna risposta. Mi sono sentito del tutto abbandonato a me stesso e dopo mesi di riposo a casa mi sono sentito costretto a dare le dimissioni per poter uscire di casa per non impazzire. Da allora ed attualmente sto cercando disperatamente un lavoro decente senza avere risposta da nessuno. Vivo con mia madre che ha 76 (settantasei) anni casalinga ed ho un grosso mutuo sulle spalle. Mio padre era un’ottimo ispettore capo di Polizia ed avrei voluto seguire le sue orme; purtroppo porto gli occhiali e non sono stato accettato alle visite mediche. Ora sono molto arrabbiato e deluso visto che tutti quanti mi hanno voltato le spalle. Mi scusi per lo sfogo e le chiedo se mi può aiutare in qualche modo, le sarò riconoscente.

  66. felicia belmonte scrive:

    09/10/2009 cossato
    caro Ministro Brunetta , si è recato da poco in visita al Comune di Biella e prendendo il giornale ho visto il suo viso sorridente con i vertici dell’amministrazione. Non ha idea del subbuglio di stomaco che mi è venuto quando una persona come mè assunta a tempo determinato per più contratti con un’etichetta” lei è stata un ottima collaboratrice ” rimane puntualmente a casa per altri 2 lunghi anni( perchè secondo i criteri di selezione a cui dobbiamo prostituirci ho già lavorato troppo).
    Caro ministro chi decide se un dipendente è meritevole o no,non sarebbe più corretto farlo stabilire da addetti esterni!!!!!!!!!!!!!
    Sa di cose brutte se ne vedono tante in giro !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e poi mi dia lei la risposta che devo dare quando i miei figli mi dicono :ma tu mamma non lavori mai!!!!!!!!!La precarietà uccide la testa e poi il corpo
    Le auguro un buon lavoro felicia

  67. PIETRO scrive:

    fortuna che a voi ha risposto..io ho spedito due raccomandate sul problema degli Ufficiali dell’esercito da stabilizzare..e non si è degnato nemmeno di una risposta..lui o il suo staf.

  68. Paola scrive:

    Vorrei sapere se è in animo del Governo aumentare gli anni (attualmente 3) di validità delle graduatorie dei concorsi pubblici. Io sono in graduatorie in 7 comuni ma ora queste graduatorie stanno scadendo e i comuni non hanno attinto nessuno (o quasi). Perchè rifare i concorsi pubblici(visto quello che costano) e non utilizzare le graduatorie fino ad esaurimento. Con i soldi risparmiati si potrebbero assumere più educatrici (di cui si ha veramente bisogno).
    Grazie
    Spero tanto in una risposta
    Paola

  69. Catia Giannini scrive:

    Egr. Ministro Brunetta,
    leggo e ascolto con molto piacere le sue idee politiche in fatto di riorganizzazione di P.A. ed anche se il mio è un gran modesto parere, le condivido assolutamente.
    Queste mie poche righe vogliono portare alla Sua conoscenza, come probabilmente hanno già fatto in tantissimi, l’esistenza di un numero di circa 900 ex precari, a questo punto, del Ministero di Grazia e Giustizia, personale che per diversi periodi lavorativi, non superiori a 7 mesi, sono stati assunti con contratti a termine, ainoi purtroppo le casse del Ministero sono sempre state, almeno così ci è stato detto, abbbastanza carenti, al fine di poter aspirare a contratti più lunghi, questo ci ha portato a non poter nessuno di queste 900 unità a cumulare i famosi 36 mesi necessari alla stabilizzazione presso il suddetto Ministero.
    Siamo una forza lavoro che è stata accantonata, in un momento in cui da anni si dice di quanto la Giustizia sia gravata da arretrato e quanto i concorsi pubblici siano costosi e lunghi nel loro espletamento, aggiungo che per espletare il periodo lavorativo abbiamo dovuto superare delle prove scritte, e allora perché a distanza di due tre anni, il Ministero per sopperire ad ulteriori carenze di personale invece di ricorrere a noi, già lavoratori ha ricercato personale attraverso i centri per l’impiego? favorendo così l’arrivo di personale non preparato a volte senza nessuna qualifica e a completo digiuno del lavoro che si svolge nei Tribunali d’Italia????
    Allora qual è il percorso di ottimizzazione del personale se quando si hanno delle risorse a disposizioni non vengono utilizzate???? Ci sono già delle graduatorie provinciali di personale, pronto ad entrare in servizio.
    Nessuno chiede di venire assunti a tempo indeterminato, ma almeno avere la possibilità come è accaduto in altre amministrazioni, di avere rapporti di lavoro almeno di un anno…. neanche questo ci è stato concesso…

    Aggiungo e non voglio annoiarla ulteriormente, noi 900 ex precari a questo punto, nella maggior parte donne, ci siamo costituiti in un Coordinamento, chiedendo a bussando sia al Ministero che presso i Sindacati…. attenzione????
    ZERO
    Eppure noi non ci sentiamo degli ZERO, la ringrazio e le auguro buon lavoro
    Giannini Catia

  70. pisano vincenzo scrive:

    coro ministro ero un stabbilizato presso asp di cosenza come autista soccorritore 118 dopo 13 mesi ed 11 giorni mi estata notificata una lettera rc che dovevo lasciare il posto di lavoro in base art 1 del comma 519percheio o prestato servizio presso altra pa di cui io faccio domanta di stabbilizzazione il 15 07 2008 perche il 2003 ho presta servizio presso asp durata 4 mesi il 22 07 2007 vengo in possesso di un altro contratto con durata di 04 mesi il 03 01 2009 mi estato spedito un telegramma che ero idoneo a partecipare al conccorso itr di cui io sono risultato 1 se lei va a vedere il sito http://www.asp.cosenza.it come mai che io sono 22 anni che faccio precariato in tutte le pa come autista scuolabus sono trattato cosi meschino io ho una famiglia combosta da 07 persone quanto mi anno assunto mi ero illuminato di gioa mi scusi sig ministo non posso andare avanti con la mia bella famiglia buon lavoro sig ministro pisano vincenzo 27 05 2010

  71. Giovanni scrive:

    egregio Mininistro, vorrei esporle la mia situazione
    senza nasconderle che apprezzo il suo operato, e sono sempre stato del parere che ogni persona è artefice del suo futuro, ma, quando si vive una realtà, dove, la ricerca continua di un lavoro dignitoso,e quasi impossibile e bisogna scendere a compromessi e la regola,forse lei capirà in che situazione vivo…vivo da precario dal 2005, ed esattamente ho lavorato nell’asp di cosenza dal 5 novembre 2005 fino al 6 marzo 2007 per poi lavorare dal 16 agosto 2008 fino al 15 novenbre 2008 all’azienda ospedaliera di cosenza e poi dal 16 novembre 2008 fino ad un contratto di 20 mesi fino al 14 luglio 2010…vorrei sapere se la mia situazione rientra nella stabilizzazione e se faccio parte della riserva del 40% in un eventuale concorso..grazie

  72. vito scrive:

    egregio ministro sono un operatore che opera nel settore dei servizi sociali del comune di Bari.Dal 2006 ho stretto un rapporto di lavoro a tempo determinato che porta avanti un progetto promosso dal comune stesso chiamato ” a Casa con sostegno” rivolto a tutte quelle persone che necessitano di servizi domiciliari come minori a rischio,diveramente abili gravi.La domanda che le rivolgo è la segunte:uqando il progetto non sarà o non potra piu essere finanziato,noi operatori di base saremmo ricollocati?L’ente Comunale di appartenenzasbrigherà le nostre pratiche con ub grazie?
    cordialmente
    vito

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