DISTACCHI SINDACALI: LA RISPOSTA DI BRUNETTA AL QUESTION TIME SUL CASO DEL VICE QUESTORE GENCHI
Nel corso del Question Time di questo pomeriggio alla Camera, i deputati della Pdl Cicchitto, Bocchino, Calderisi e Cazzola hanno chiesto chiarimenti in merito alla vicenda del Vice Questore Gioacchino Genchi, il quale – usufruendo di un distacco sindacale concessogli dal Ministero dell’Interno – ha svolto attività di consulenza presso alcune Procure della Repubblica. In particolare, i deputati hanno chiesto al Governo quali iniziative intenda assumere per rivisitare la disciplina dei distacchi sindacali al fine di evitarne un uso strumentale e distorto.
Così ha risposto loro in aula il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta:
“In merito alla vicenda richiamata dagli interroganti, relativa alla posizione del Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato dr. Gioacchino Genchi, si precisa che, a seguito di una completa istruttoria formale condotta in attuazione della normativa vigente, lo stesso funzionario è stato collocato in posizione di aspettativa sindacale non retribuita con decorrenza 1° giugno 2000 (su richiesta dell’organizzazione sindacale UGL – Polizia di Stato).
La permanenza in aspettativa è stata confermata con successivi provvedimenti ministeriali, sino alla data del 4 febbraio 2009, a decorrere dalla quale, a seguito della richiesta di revoca avanzata dalla predetta organizzazione sindacale, è stata disposta la cessazione della posizione di aspettativa del Vice Questore Genchi.
Le sopra indicate attività istruttorie orientate alla concessione del distacco sindacale sono state realizzate nel pieno rispetto della normativa vigente della quale ritengo doveroso fornire una breve illustrazione.
- L’art. 32, comma 2, del d.P.R. n. 254 del 1999, stabilisce che le richieste di aspettative sindacali per le Forze di polizia sono presentate dalle organizzazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale alle Amministrazioni di appartenenza del personale interessato; amministrazioni che curano gli adempimenti istruttori, acquisendo per ciascuna richiesta nominativa il preventivo assenso del Dipartimento della funzione pubblica, finalizzato esclusivamente all’accertamento dei requisiti soggettivi; le stesse emanano, altresì, il decreto di aspettativa entro il termine di trenta giorni dalla richiesta. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, le organizzazioni sindacali comunicano la conferma di ciascuna aspettativa sindacale in atto e possono avanzare richiesta di revoca in ogni momento. La conferma annuale e la richiesta di revoca è comunicata alle Amministrazioni di appartenenza del personale interessato ed alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della funzione pubblica, che adottano i consequenziali provvedimenti nel solo caso di revoca.
Al riguardo, come comunicato dal competente Ministero dell’interno in data odierna, va evidenziato che l’adozione del provvedimento di collocamento in aspettativa sindacale non ha natura discrezionale e che, a differenza di altri istituti sindacali, non sono previsti contingenti massimi.
- Invece, in ordine al regime degli incarichi, l’art. 50 del d.P.R. n. 335 del 1982, nel regolamentare i casi di incompatibilità per il personale della Polizia di Stato, statuisce che il personale in esame può essere prescelto come perito o arbitro, previa autorizzazione del Ministro o del Capo dell’Ufficio da lui delegato.
- Sul punto, il Ministero dell’interno ha ribadito, con comunicazione scritta, quanto già precisato con circolare del 15 marzo 2004, ossia che, nei casi sopra citati, l’Amministrazione competente è chiamata a valutare il possibile accoglimento dell’istanza sotto il profilo dell’opportunità, compatibilmente con le esigenze di servizio, fuori dell’orario di ufficio e liberi dal servizio.
Il suddetto Ministero ha ritenuto che la disciplina autorizzatoria prevista dalla predetta disposizione generale non era applicabile alla fattispecie concreta, in considerazione della posizione di aspettativa sindacale in cui il Dr. Genchi si trovava. Ciò in quanto la predetta aspettativa ha interrotto l’obbligo della prestazione lavorativa a carico del dipendente, facendo quindi venir meno ogni apprezzamento in merito a contrastanti motivi di servizio rispetto agli incarichi peritali di volta in volta conferiti dall’Autorità giudiziaria.
Passando, infine, alle iniziative generali che il Governo ha assunto in materia, evidenzio, in primo luogo, che ai sensi dell’art. 46 bis del decreto legge n. 112 del 2008, mi è stato demandato il compito di provvedere ad una razionalizzazione della materia, mediante decreto ministeriale, già firmato ed in corso di perfezionamento. Tale provvedimento, già da me sottoscritto, riduce del 15%, a decorrere dall’1 luglio 2009 i distacchi e i permessi sindacali e razionalizza l’intero apparato dei distacchi, permessi ed aspettative sindacali, correggendo alcune distorsioni attualmente presenti nel sistema. Lo stesso decreto prevede anche specifiche sanzioni in caso di mancato invio al Dipartimento della funzione pubblica dei dati relativi alla fruizione dei permessi in questione. Tali dati sono infatti utilizzati per il monitoraggio della fruizione delle prerogative sindacali e per la successiva predisposizione, a cura del predetto Dipartimento, di una Relazione al Parlamento con la quale si darà conto dei suddetti dati e delle previste riduzioni di cui al richiamato decreto.
Il Governo, su mia iniziativa, ha, inoltre, presentato una norma di delega (nell’ambito dell’A.S. 1167 attualmente all’esame del Senato della Repubblica) con la quale si intende operare un riordino complessivo della materia dei congedi, aspettative e permessi.
Ciò consentirà di realizzare una necessaria razionalizzazione e semplificazione della materia, non soltanto al fine di garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa vigente, ma anche allo scopo di moralizzare il sistema dei distacchi sindacali ed operare una revisione dei criteri e delle modalità per la fruizione dei suddetti permessi, ripensandone, se necessario, i contenuti e riducendo gli stessi permessi a quelli strettamente connessi alla tutela di posizioni giuridiche costituzionalmente protette.
Sarà inoltre introdotto un regime più rigoroso delle incompatibilità, anche con riferimento alle aspettative sindacali senza assegni”.
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che dire di una preside che da anni è distaccata per ragioni sindacali, ha oltre 60 anni e costringe un comprensivo scolastico a continui cambi di preside con conseguenze negative?
caro ministro, preso come sei a colpire i fannulloni non ti accorgi che molti lavoratori pubblici esplicano mansioni superiori percependo stipendi inferiori, in questo caso lo stato o l’ente pubblico si arricchisce a spese del lavoratore e credimi sono tanti i lavoratori pubblici che per coprire il vuoto organico sono costretti a fare lavori duplicati e a volta triplicati con un solo stipendio di questi non si parla vero non conviene e non serve per la tua popolarità pensaci un cordiale saluto.
Sig. michele verità sacrosanta.Purtroppo questo lo sa solo chi lavora nella P.A., o meglio in certi settori della P.A.
x michele hai veramente raggione su cio che dici .una domanda xche non gli fai i complimenti a brunetta che sta toglieendo i fannuloni di mezzo xche solo critiche .vuoi negare che non esistono questi fannuloni?
Sig. Simone, premesso che ciascuno di noi ha la propria opinione, come si può notare in questo blog ci sono commenti di dipendenti pubblici favorevoli alle politiche del Prof. Brunetta e commenti di altri dipendenti pubblici contrari alle politiche del Prof. Brunetta…
sig.carlo si puo essere favorevoli e contrari a brunetta ma xche negare che esistono io non condivido tutto di brunetta ma ammeto che di fannuloni ci sono tutto la bravi a criticare ma non ad ammetere .escluso lei non so come la pensa.
Sig. Simone, chi è che nega che i fannulloni non esistono? Comunque se va a leggere tra i commenti di questo blog potrà notate che ci sono dipendenti pubblici estremamente critici nei confronti di certi loro colleghi…
Pardon… volevo dire…chi è che nega che i fannulloni esistano???
sig.carlo lunica persona che ah scritto che ci sono i fannulloni e sta francy una dipendente statale il resto zero.solo x puntualizare nei confronti di parsone che non ammetono cio ma solo critiche sanno fare.
Sig. Simone, visto che ci tiene tanto io sono un dipendente pubblico e le dico che nella pubblica amministrazione i fannulloni ci sono. Comunque cerchi meglio nel blog troverà un mio intervento nel quale ricordavo che secondo il Prof. Brunetta su circa 3.500.000 dipendenti pubblici i fannulloni sarebbero circa 500.000 (pari a circa il 14% della forza lavoro), pertanto 86% dei dipendenti pubblici sono persone perbene che fanno il loro lavoro. E’ contento adesso?
sig.carlo la ringrazio lei e molto gentile.adesso sono contento.buona serata.
Caro Ministro ,perche in ogni ufficio non viene nominato un responsabile che verifichi la presenza del personale e ne sia responsabile civilmente e penalmente obbligandolo così da segnalare oltre al superiore e alle autorita ogni assenza ingiustificata distinti saluti Emiliano
Ci facciamo la guerra tra poveri e presi dalla voglia di difendere o offendere, dimentichiamo chi sono i veri fannulloni. Anche i parlamentari sono pubblici dipendenti perchè percepiscono uno stipendio dallo Stato. Ma a differenza di noi altri dipendenti statali, loro dopo 5 anni di attività parlamentere hanno diritto alla pensione e ne hanno diritto, in misura minore, anche se fanno pochi mesi di presenza in Parlamento, mentre per noi ne occorrono 40 di anni ed il Ministro Brunetta propone anche di aumentarli. I ministri percepiscono sia lo stipendio da ministro che quello da deputato pur non svolgendo quest’ultima attività. Ditemi chi sono i veri assenteisti e i veri fannulloni? raffaele pezzella
occorre verificare questi permessi e aspettative sindacali. ok la tutela del lavoratore, ma so di permessi erogati da anni a persone che anzichè lavorare per il sindacato e sostenere i lavoratori. . .occupoa il suo tempo con un doppio lavoro di insegnante di religione in una scuola privata!!! che coerenza, e che onestà!!!!
IL politico, che ha dimenticato il motivo del suo mandato (amministrare e non comandare), per conservare i privilegi che la sua classe si è auto-garantiti, deve pensare a mantenere il consenso di chi lo vota e quindi dice SOLTANTO ciò che la gente vuole sentire. Soltanto quando ci sarà una classe politica che rinuncerà ai PRIVILEGI, si potrà avere fiducia e stima per la categoria.