Onore a Veltroni Walter

Foto di PDCastenaso
Veltroni è stato il genio della sovrastruttura, marxianamente parlando. Ha sempre trasformato le più cocenti sconfitte in trampolini di lancio per sempre nuove avventure di (in)successo. E’ stato potente, amato. E’ sempre arrivato nel profondo delle coscienze e dei cuori con le cose amabilmente banali che diceva e con i libri deliziosamente inutili che scriveva. Più o meno consapevolmente, ha rappresentato l’epilogo storico, culturale, politico del balordo comunismo nostrano: dalla nobile e feroce teoria gramsciana dell’egemonia alla cinica doppiezza togliattiana, passando con noncuranza sulla testa di tante generazioni di duri e puri che alla dittatura del proletariato hanno creduto veramente. Illusi, presi in giro da piccolo borghesi conservatori, spesso radical chic.
Veltroni Walter ha rappresentato l’evoluzione finale – da Livorno (Pci) alla Bolognina (Pds) e al Lingotto (Pd) – della specie dei “dirigenti politici” comunisti. Quelli che “avevamo torto, ma avevamo ragione ad aver torto”. Quelli che riconoscono di aver sbagliato, ma sempre con vent’anni di ritardo. Quelli per definizione “per bene” e dalla parte giusta, anche quando mettono in atto le peggiori porcherie.
Veltroni Walter è stato tutto questo, ma anche di più. E’ diventato la vittima sacrificale della sua stessa geniale sintesi evolutiva di comunista pronto a tutto pur di conciliare gli opposti. Per la causa, per il potere. Quasi quasi, mi sta pure simpatico. Ricordo quella volta che a Cernobbio mi ha detto “Va’ avanti, mi raccomando”. Ma a modo suo: sottovoce. Me lo fa simpatico anche il tono commosso nel momento dell’addio.
Celebrato anche qui a modo suo: chiedendo scusa ma anche accusando Berlusconi di avere “stravolto il sistema di valori e tradizioni dell’Italia”.
Nella sua vita è stato abilissimo a sfruttare qualsiasi cosa gli sia accaduta, buona o cattiva, senza mai perdere un colpo, senza mai remare contro corrente. Non ha mai prodotto: ha solo distribuito soldi, emozioni e idee. Pur di piacere. Senza mai costruire.
Con la sua ammissione “Io non sono mai stato comunista…” si è candidato a essere, paradossalmente, l’ultimo anello della continuità, non accorgendosi che con questa catena al collo non poteva non andare a fondo, trascinandosi dietro l’equivoco comunista di casa nostra.
Sovrastruttura, solo sovrastruttura, nient’altro che marxiana sovrastruttura. Le rose senza il pane.
Ciao Walter.
Tag: Bolognina, ex-comunisti, Lingotto, Livorno, Nel mio piccolo, partito democratico, politica italiana, Walter Veltroni
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grande post!!! diciamo che Veltroni ha dimostrato di essere ciò che è sempre stato…. Il nulla!
Grande Ministro, continui cosiì!
A me Veltroni non dispiace se devo esser sincero. Vedo nella sua politica una correttezza che non ho sempre visto nel panorama italiano. Se confronto un Veltroni con Berlusconi, beh… già mi sono pentito di aver votato Berlusconi.
Molte volte Veltroni e non soltanto lui, hanno accusato Berlusconi di intendere la politica come una televendita e di fare spot elettorali, in poche parole di fare una politica di parole e non di fatti; la realtà è che questa politica delle chiacchiere trova il suo campione prorpio in quel Veltroni, che in una vita dedicata interamente alla politica non ha fatto altro che vendere spot radical chic, simil buonisti, e americaneggianti; I care, Yes we can….., per concludere penso che Veltroni non poteva fare nienta’altro che la fine che ha fatto, cioè essere spazzato via dalla scena politica sotto il peso della sua inconcludenza, e credo che tale sorte spetterà anche al suo successore Franceschini, il quale anche se un pò più scaltro, ha già dimostrato tutto il suo vuoto politico.
Non fa niente, caro Brunetta, se leggo soltanto oggi, fine giugno, il tuo splendido pezzo su Veltroni, o sulla sindrome Veltroni. Quando una cosa è bella, è pensata e frutto di pensiero, la possiamo leggere prima o dopo . A me capita spesso di arrivare in ritardo, in compenso mi avvantaggio in termini di gusto, approfondimento, assimilazione, sintonia e rielaborazione critica. Da tema nasce tema. Il comunismo di Veltroni è non solo sovrastruttura, presuppone ” a monte ” una grandezza arcana, la sapienza trascendente e trascendentale dello Zoccolo Duro, del PUD,pensiero unico dominante, un tribunale che ” viene da lontano ” ma finisce per colpire ” da vicino ” . La sentenza suprema e superna riguarda l’empio Belusconi, colui che corrompe il Tempio, colui che ha detto di essere in grado di ” distruggerlo e riedificarlo in tre giorni “- Il testo della sentenza ha un sapore biblico, apocalittico : ” Berlusconi ha stravolto il sistema dei valori e delle tradizioni d’ Italia ” .
Grande, Veltroni, anzi Sommo, ha parlato come Zarathustra, dalla Montagna della Verità e della Perfezione . Also sprach ( unser ) Zarathustra !